Il meteo, tanto per cambiare, non promette nulla di buono: è ora però di muovere la Transalp, in tre mesi ho fatto solo una gitarella fuori porta, alla scoperta di strade mai percorse nella zona compresa tra la bella Cividale del Friuli, Gemona del Friuli, Bordano (e la sua interessante casa delle farfalle)…
…una cavalcata tanto per prendere confidenza con la moto, per capire che a 100km all’ora, in autostrada, il cupolino di serie è praticamente inutile, per capire che le curve “non si fanno dritte” e che, nel greto di un torrente, è più facile infossarsi di quanto si pensi… piccole esperienze che rendono la moto più “propria” e che permettono di entrare in confidenza con “lei” di quanto lo permetta il semplice e triste tragitto casa-lavoro-casa…
… la Transalp: non è giovanissima, è una signora di 20 anni che, se lei lo vorrà e io ne sarò capace, mi permetterà di scorazzare in lungo e in largo… questo è almeno il mio programma… vediamo cosa riuscirò a fare nella veste di “motociclista” (mi sento apprendista, per il momento..), se sarò uno dei tanti che usano i CV solo per tirare lungo le strade cittadine o se riuscirò a far percorrere a questa fantastica moto strade ben più nobili, europee o no che siano….
Il monte Ucka e la città di Rjeka (Fiume) al tramonto
Alle 17.00 lascio, rapido, l’ufficio e mi dirigo verso casa per sistemare tenda, sacco a pelo e borse varie sulla Transalp.
Trans-Alp, che bel nome. Come non immaginare escursioni “fuori porta” con una moto che ha un nome simile? E per fortuna che non son riuscito a prendere un Africa Twin….
Riesco a far stare la tenda, il sottotenda e il “dormibene” in un unica sacca che fisso sul posto passeggero con un “ragno” comprato il giorno prima per l’occasione. Sul serbatoio fisso la borsa a magneti del LIDL (20 euri): a questa ho aggiunto degli elastici con due gancetti che permettono un fissaggio con maggior sicurezza sulla carrozzeria… tanto per esser sicuro di non perdere l’amata Reflex per strada….
L’ Isola di Cherso di può raggiungere o dall’Istria con il traghetto che parte da Brestova o dall’Isola di Veglia
Nella custodia trasparente metto la cartina della Croazia e, dentro la sacca, trova spazio la Nikon con il suo bel 17-270mm…. comodo obiettivo da viaggio… mentre nel capiente bauletto trova posto la sacca con i ricambi e qualche “vivero” (.. due bottigliette di integratore e qualche confezione di Tucs… roba sana!).
Do una ulteriore controllata al fissaggio del cupolino maggiorato della GIVI: ora, a 120 km all’ora, le turbolenze sono notevolmente attenuate… e non è una cosa da poco! Veramente, un altro modo di affrontare la strada ed i kilometri..
Mi piace veder la moto “carica”, come un mulo, certo che un paio di valige rigide, laterali, ci starebbero bene… magari ti quelle in alluminio che son veramente figose…arriveranno anche queste, un po’ alla volta… intanto vediamo di partire e di arrivare interi al piccolo paese di Martinscica, sull’Isola di Cherso…
La bella spiaggetta di Martinscica, con la vista verso il Monte Televrina, sull’Isola di Lussino
Già… la meta… l’amata Isola di Cherso, distante solo 130 km da Trieste…. isola che conosco bene, visitata in lungo in largo con la macchina, con il gommone, con la barca, la bici e, ora, con la moto. Finalmente!
Alle 18.15, con serbatoio pieno di benzina slovena, parto…
Arrivo in Slovenia passando per l’ex-valico di Rabuiese dove, in quanto senza la vignetta obbligatoria per circolare sulle autostrade in Slovenia, subito dopo il primo benzinaio, giro a destra, sulla strada “normale”, segnata sempre da segnali di colore giallo.
Vado in direzione di Lubjana, per poi girare a destra verso Kubed (Covedo) e verso la Croazia.
Passando nei pressi di Topolovec penso all’impresa di un paio di settimane fa di Enrico, che con la sua Topolovec-Topolò si è fatto 150-160 km correndo/camminando per due giorni in solitaria… più della distanza che io farò oggi, “comodamente”, con la mia Transalp del 90.
Una decina di anni fa ho avuto la bella idea di partire da casa e di arrivare a Cres in bicicletta, con la mia Katarga (..pesantissima già di suo!) caricata di tutto punto… tenda, sacco a pelo, fornelletto, borse laterali, borsa sul manubrio e zaino…. (…azz, ripensadoci: dove cacchio andavo con tutta quella roba? Timbuktu? Pechino? Cerrapungi?) non vi dico il peso.. avevo fatto la stessa strada che oggi percorro in moto, 150 km totali, fatti una calda giornata di agosto… tre giorni di bici, e con un male al culo pazzesco… e diverse forature…
Il paese di Lubenice: un gioiello incastonato in un paesaggio unico.
Lubenizze (Lubenice)
Lubenizze (Lubenice)
Passo il confine con la Croazia: vorrei già cambiare gli euro in kune, ma il cambio è chiuso… fa niente… seguo i cartelli con le indicazioni per il Tunnel Ucka (a pagamento), tunnel che attraversa il Monte Ucka (Monte Maggiore, in italiano, da cui si gode di una incredibile vista sul Golfo del Quarnero e le sue isole… ) per portare fino a Fiume (Rjeka), città portuale e poco interessante affacciata sul Golfo del Quarnero.
Poco prima dell’entrata del tunnel svolto a destra, e, in una mezzora, mi trovo a Brestova ad aspettare il traghetto per l’Isola di Cherso.
Sono le 20.00 : faccio il biglietto (8 euro per la moto) e in contemporanea vedo partire il traghetto… che sfiga, il prossimo parte alle 21.00, dovrò fare la strada tutta curve che taglia l’Isola di notte, cosa che volevo evitare. Ok, vedremo di colmare certe lacune che ho nella guida prima del previsto…
Mi faccio un kava (caffè) e aspetto il traghetto che puntuale arriva, avvolto dalla luce radente del tramonto: in una mezzora il traghetto mi porta sull’Isola, assieme ad altri umani in cerca di relax.
Ok, rimontiamo in sella…. la strada, per uno con un po’ più di esperienza di guida, immagino sarebbe bella divertente… io, in questo momento mi divertirei di più in una autostrada bella dritta…. e con la luce del giorno…
Un po’ alla volta le traiettorie si fanno più convinte…. non pulitissime, ma almeno non mi schianto su qualche muretto con una platea di pecore che applaudono per lo show… già, le pecore: occhio, ce ne sono a frotte sull’isola e non è così difficile che attraversino la strada all’improvviso…
Se fosse giorno la vista, che conosco bene, sarebbe incantevole, con la costa dell’Istria nella prima metà di salita, fino a ridiscendere sull’altro lato, con vista sull’Isola di Veglia e l’alta costa.
Una cosa che colpisce, appena si scende dal traghetto, è il profumo di erbe aromatiche (salvia, origano…) che si respira. E di questo profumo, in moto, è facile goderne.
Faccio un break di pochi minuti tagliando a Cres paese, passando difronte all’appartamento dove ho passato diverse estati di diversi anni fa…. un break che mi serve per rallentare un attimo.. per poi riprendere, in direzione di Martinscica, distante una ventina di km.
La strada è sicuramente meno impegnativa e, rispetto ad una ventina di anni fa, molto più larga e comoda.
Tutto ciò però a discapito dei bei muretti a secco che costeggiavano tutta la strada, da quando si scendeva dal traghetto fino all’Isola di Lussino, una ottantina di km più in la (e separata dall’Isola di Cherso da un ponte girevole che, se non erro, era quello che si trovava una volta a Trieste al posto di Ponte Rosso..).
Giro a destra, verso Martinscica, abbandonando la comoda strada principale.
Cres, la torre del Orologio
La luce degli abbaglianti va e viene, trovando come ostacolo i vari dossi che la moto incontra lungo la strada.
Due “serpentine”, di quelle toste, mi mettono un attimo in crisi.. son bello che cotto…. arrivo nella piazzetta del paese che son le 22.30: 4 ore da Trieste per fare 170 km, con un ora di stop per aspettare il traghetto e una mezzora di attraversata.
Faccio un saluto volante all’amica Valentina (che è qui con la sorella Michela e bimbi al seguito), per poi, subito dopo, affrontare la parte più difficile: sistemare la tenda nel campeggio Slatina, poco distante dal paese, con la luce della torcia a led che mi ha fatto compagnia in tante gare e allenamenti di corsa….
Monto la tenda e vado a dormire. Già, dormire… mica facile con il rumore dei tuoni e della pioggia che puntuale arriva e, soprattutto, con l’inutilità del dormibene in neoprene…. mi immagino un giro più lungo e faticoso, no, sta roba in neoprene non va proprio… dormo malissimo…
Cres
Al mattino c’è, incredibilmente, il sole…. La giornata passa veloce, godendo della compagnia della “gang della Vale”, del sole, della spettacolare vista che si ha dal paese di Lubenice (e della sua meravigliosa spiaggia, raggiungibile da un ripido sentiero) e da una buona cena a Cres….
Cres, il Mandracchio
Si potrebbe definire, la giornata passata, come una giornata rilassante…. incredibile!
Altra notte in tenda e altro diluvio universale: c’è parecchio vento, temo che mi ribalti la moto… dormo meglio della prima notte, evidentemente è solo una questione di abitudine…
Smonto rapido la tenda (45 minuti per smontarla e caricar la moto…), pago il campeggio, scrocco tre caffè (..belli zuccherati…
) alla Vale e lascio la tranquilla Martinscica.
Verso Trieste: la baia di Cres.. e un meteo non proprio ideale…
Dopo nemmeno un minuto inizia a diluviare: la pioggia mi accompagnerà per tutta l’isola per essere sostituita, appena sceso sulla costa, da una bora forte che, al traverso, si farà sentire…
..arrivo a Trieste soddisfatto di questo primo giro e, soprattutto, della mia Transalp. E, adesso, ragioniamo su qualcosa di più “impegnativo”….
.. la “signora”…