Posts Tagged ‘gare corsa’

Maratona: il giorno dopo..

maggio 15th, 2008

…problemi alle gambucce dopo una maratona?
…capezzolotti annientati dall’usura della maglietta?
…zone linguinali arate perchè non vi siete messi la cremina (impara Davide, impara….)???

Questo simpatico video rende bene l’idea… da notare la camicia bianca del tipo alla fine del video…. ahi!

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Bavisela, tempi intermedi

maggio 8th, 2008



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Bavisela 2008: la prima maratona non si scorda mai..

maggio 5th, 2008

E’ da diversi anni che voglio riuscire a portare a termine una maratona: la Bavisela, Venezia, Treviso… non ha importanza quale…. l’importante è dire “..ho corso una maratona…”….

In dicembre ho fatto la “Cavalcata carsica“, 52 km lungo le “vette” del Carso triestino… una gara dura, ma la maratona su strada è qualcosa di profondamente diverso, durante la Cavalcata avevo il mio camel back, in salita camminavo e mangiavo… la maratona richiede uno sforzo diverso…. e poi è tutta su asfalto…. speriamo che le caviglie reggano….

La maratona richiede allenamento, richiede strategia, richiede forza di volontà.…non che questa volta mi senta particolarmente allenato, anzi, ho dei seri dubbi nel riuscire a finirla… ma cercherò di evitare gli errori grossolani che ho fatto la prima volta… correrò a un ritmo basso, farò i ristori con la dovuta calma…. l’importante è finirla… ma correndo: se inizio a camminare, piuttosto mi ritiro….

Alle 7.15 mi ritrovo su una delle corriere che, con partenza da Trieste, portano tutti i partecipanti alla partenza situata a Gradisca d’Isonzo. Penso che, la strada che stiamo percorrendo adesso a velocità sostenuta, sarà da fare correndo….. non sarà indolore!

42 km da fare sull’asfalto non sono pochi: due anni fa ho provato a farla ma, al 30esimo, causa dolori vari alle mie esili gambucce, ho dovuto ritirarmi. DNF. Did Not Finish. Brutta sigla.

Il percorso è veloce e, rispetto a quello di due anni fa (l’altro anno ero in mezzo all’Atlantico in barca a vela… diciamo che alla Bavisela non ci pensavo proprio…), è di gran lunga migliore…

Divido mentalmente il percorso della maratona in 4 tratti:

  • Gradisca – Monfalcone: un paio di sali e scendi… ma la strada non la conosco, manterrò un passo lento….
  • Monfalcone – Sistiana: qualche tratto in salita che può risultare “fatale” se non gestito bene. Attenzione alla salitina che porta all’inizio della costiera.
  • Sistiana – Bivio Miramare: tanta bella discesa e uno splendido panorama sul Golfo di Trieste…
  • Bivio Miramare – Piazza Unità d’Italia: rettilineo… e poi il traguardo!!!

A Gradisca d’Isonzo c’è un pò di gente… chi fa streching, chi corricchia…. o chi che, come me, approfitta di un bar per far colazione (che ovviamente a casa non ho fatto… ah, la pigrizia…. meglio che mi decida a fare un pò di spesa che il frigo è desolatamente vuoto…)…

Mi trovo con Manuel (che arriverà 27esimo… grande Vido!) e altri personaggi del Running World… si corricchia e si chiacchera nelle viuzze e nel bel parco di questa tranquilla cittadina che è Gradisca.

Metto del nastro adesivo sui capezzoli gentilmente offerto da Vido per evitare lo sfregamento: faccio l’errore di non spalmare della vasellina nei punti critici della zona linguinale… lì lo sfregamento si farà sentire…. :-(

Arriva il momento della partenza: ci sistemiamo nelle rispettive griglie, io “scelgo” quella delle 4.00 ore…. è il tempo che prendo come riferimento nell’ impostare il Virtual Trainer del GPS (Garmin Forerunner 301). Il gps lo uso sempre, in ogni allenamento… e il Virtual Trainer (che altro non è che una sorta di avversario virtuale che serve come riferimento per i tempi e le distanze che uno si imposta) è un buon compagno di allenamento…

Mi sistemo dietro le due lepri con i palloncini azzurri delle 4h. Si parte.

Si attraversa Gradisca, il ponte sul fiume Isonzo, Sagrado, Polazzo, Redipuglia, Ronchi de Legionari e Monfalcone: la gente applaude e incoraggia. Il gruppetto dietro le lepri corre compatto, si fanno battute e si scherza. Ma dopo Redipuglia mi scoccio della vista dei palloncini azzurri e accelero un pò il passo e distacco, un pò alla volta, il gruppo.

Approfitto dei ristori: gatorade, pezzi di banana, fette di mela e qualche crostatina. Mi fermo e bevo con la calma.

I primi 10K passano velocemente: ne mancano solo 30….

La stanchezza incomincia a farsi sentire prima di Sistiana. Nei tratti in salita mi viene naturale accellerare: gli allenamenti che faccio non sono mai interamente sul piano, per me il massimo è correre per i sentieri lungo la splendida Val Rosandra, dove si respira dell’aria sicuramente migliore di quello schifo che è dove abito io, nella zona industriale di Trieste… sorpasso in questi tratti diversi gruppi di atleti, cerco di non esagerare… ma la tentazione di strafare è forte… meglio ridurre il passo….

Passata Sistiana (ciao nonna!) inizia il tratto più bello, quello della Strada Costiera. Bello non solo perchè è in discesa, ma soprattutto per la vista che si gode… il golfo di Trieste, Trieste….. Sono fortunato a vivere in questa città: il mare davanti e il verde del carso dietro…

Si arriva al bivio di Miramare, nei pressi del Castello di Miramare.

Sono in “vantaggio” di circa 600m sull’allenatore virtuale…. se continuo così finisco prima delle 4 ore…. per me sarebbe un ottimo risultato…. Dal bivio mancano solo 7km per raggiungere il traguardo della mia prima maratona: vediamo di non fare cazzate…. le gambe sono in rischio-crampi, le sento… calo un pò il ritmo, approfitto dell’ultimo ristoro…. è dura ripartire, mi incoraggio con due “frustate” alle cosce… “Uno, due… via!”….

Manca un solo km: ma il gps mi dà che mancano 2k al traguardo…. boh…. qualcosa non torna… meglio così infondo….. nei pressi della stazione dei treni aumento il passo, sorpasso chi riesco e taglio il traguardo di questa splendida maratona con un tempo di 4 ore e 50 minuti.

Dopo il traguardo, nonostante mi sentissi bene fino a poco prima, arriva un bel crollo.

La stanchezza arriva di colpo, cammino un pò, ma mi vien da vomitare e mi gira la testa.

Mi siedo, con difficoltà: le gambe sono diventate dei tronchi… Arrivano i brividi di freddo e le scorticazioni dovute allo sfregamento dei pantaloncini iniziano a bruciare per bene. Fare una 42 con poco allenamento e non pensare di pagare dopo evidentemente era impensabile.

Mi alzo e mi risiedo diverse volte, prima all’ombra, poi al sole…. passo un paio d’ore piuttosto dolorose…. Temo di non riuscire a guidare lo scooter fino a casa ma i dolori, come sono venuti all’improvviso, così spariscono in fretta (escoriazioni a parte… :-( ). Vediamo cosa succederà nei prossimi giorni….

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Link vari relativi alla Bavisela:

- www.bavisela.it

- andreadicorsa.blogspot.com : la Bavisela vista da un pace maker per le tre ore….

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Papi Sport 2008

aprile 20th, 2008

Un percorso easy di 10 km su asfalto con partenza davanti il negozio Papi Sport.

Risultato finale: 160 su 593 con un tempo di 00:43:20… bella garetta, con un giornata piuttosto calda…

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Mezza maratona Gorizia

marzo 2nd, 2008

253 su 574

Qui la classifica completa

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Cavalcata Carsica: aggiornamenti vari…

dicembre 5th, 2007

Ho visto che cercando su Google “Cavalcata Carsica 2007″, il mio post precedente è il primo che compare nella lista dei risultati….. piccole soddisfazioni! :-)

Uso questo post per segnalare che:

1 – Sul sito web del Vulcan è presente un gran numero di foto scattate durante la Cavalcata Carsica del Sentiero 3. Ecco il link: Foto Cavalcata Carsica

2 – Sul sito di AtleticaTs è presente una galleria fotografica con più 540 foto: Foto Cavalcata Carsica su AtleticaTs

3 – Nei prossimi giorni metterò online la traccia gps (in formato kml) salvata durante il percorso… se a qualcuno può servire….

4 – Ho le gambe dure! Oggi ho preso l’ascensore… :-(

Saluti,
Davide

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Cavalcata carsica – Sentiero numero 3

dicembre 4th, 2007

La sveglia suona alle 6.00 e la giornata non si presenta nel migliore dei modi:
sta piovigginando, c’è foschia e le previsioni del meteo non preannunciano nulla di buono.

Già ero poco convinto nell’affrontare l’impegnativa ” Cavalcata carsica“, gara di 50 km che percorre TUTTO il sentiero numero 3 del carso triestino, il terreno scivoloso e la giornata “cupa” sicuramente non saranno d’aiuto.

Fatto sta che alle 7.00 mi ritrovo a Pese, con un altra cinquantina di temerari, per iniziare questa “gara-non gara” (…definizione che ho trovato in un interessante post sul sito www.runners.it, a cura di Guido C. ): l’iscrizione consiste nel dare semplicemente il proprio nome-cognome. Non ci sono punti di ristori ufficiali o una vera propria assistenza che ci si aspetterebbe in una “cavalcata” di 50 e passa km.

50 km non sono pochi: la massima distanza che ho affrontato è stata di 30km.

Nelle settimane precedenti ho fatto “diversi allenamenti” (il che significa al massimo due allenamenti alla settimana…), sempre con tratti in salita: basteranno? Non sono convinto di riuscire a finire la gara, già arrivare a 2/3 del percorso per me sarebbe un traguardo non da poco. Fondamentale è non esagerare e dosare bene gli sforzi durante la gara.

Il percorso attraversa tutto il sentiero numero 3, sentiero che inizia a Pese e che termina nei pressi del paese di Iamiano.

Si passano le “vette” del carso triestino: il monte Concusso, l’Orsario, il Monte dei Pini, il Lanaro, l’Ermada… Dislivelli sicuramente non elevati ma che, a causa soprattutto della conformazione del sentiero, si faranno sentire sulle gambe..

La partenza per i podisti è fissata alle 7.30, mentre per i ciclisti alle 8.00. Non invidio i temerari della MountainBike, il sentiero non è sicuramente adatto alle due ruote, con diversi punti in cui dovranno necessariamente portare la bici in spalla.

Dopo la foto di gruppo, si parte.

Si inizia subito correndo in salita, per poi scendere e, dopo aver passato il paese di Grozzana, ricominciare nuovamente la salita che porta al monte Concusso .

Mi accodo a Piero, che ha già affrontato diverse volte questa gara (vincendone una…) e che conosce bene il percorso: uno dei miei timori è quello di sbagliare sentiero e finire chissàdove…

Piero conduce… e io arranco! :-)
Foto presa da http://www.atleticats.com/
Grazie all’autore, prossima volta femo cambio!

Dopo la discesa del Concusso (affrontata con una certa calma, visto il terreno umido e scivoloso..) passiamo il primo punto-incontro dove ci aspetta del tè caldo offerto da due volenterosi che ci seguiranno lungo il percorso (… grazie!).

Si attraversa la strada asfaltata che porta verso il blocco di Lipizza per iniziare il “comodo” sentiero che, dopo aver passato il paese di Gropada, porterà verso il secondo punto di incontro, nei pressi del valico di Fernetti. La discesa che porta verso Fernetti, fino ad un sottopasso che attraversa la strada che porta al valico, richiede attenzione: è ripida e con diversi sassi pericolosamente scivolosi…

Dopo un altro te caldo al ritrovo di Fernetti, inizia una delle salite che più mi preoccupano, quella del Mte Orsario. Non riesco a seguire il passo di Piero ed inizio a camminare: non ho nessuna intenzione di sforzarmi troppo, la strada è lunga, meglio non esagerare e risparmiare energie per i km che arriveranno.

Durante la salita “sorpasso” alcuni ciclisti: portarsi la MTB in spalla su per questo sentiero non è proprio agevole. Non che correre sia molto meglio, ma credo che in bici sia peggio…. ognuno è masochista a modo suo!

Approfitto del “momento di pausa salita” per sgrannocchiare una barretta energetica: ne ho diverse e, grazie anche al litro e mezzo di sali presenti nella CamelBak, sono autosufficente dal punto di vista dei rifornimenti per tutta la gara.

Arrivo a Monrupino, fresco come una rosa (.. beh, quasi….). Altro te caldo e via, verso il Monte dei Pini e verso il Monte Lanaro.

Nei pressi del Lanaro vengo raggiunto da un corridore con cui avevamo percorso qualche km nei sentieri prima di Gropada: evidentemente ho calato il ritmo… brutto segno!

Subito dopo il Lanaro, all’improvviso, ricompare Piero: “Che cacchio ci fai qua???”

Non è convinto di essere sul sentiero giusto…. sul terreno, fangoso, non ci sono tracce di bicicletta…. qualcosa non quadra….

“Ma no, non può essere…. abbiamo visto il segno rosso su un albero…. sicuramente sarà questo!”

Piero non è convinto e ha ragione: il sentiero è sbagliato. Torniamo al segno che abbiamo visto prima e ci accorgiamo che il sentiero era subito a sinistra dell’albero… Merda! Abbiamo perso una quindicina di minuti… sono piuttosto incazzato…

Bastava prestare più attenzione e si risparmiavano minuti ed enegie preziose.

Accelero il ritmo, probabilmente a causa dell’incazzatura. Sorpasso un gruppetto di tre atleti che, probabilmente, ci hanno superato mentre cercavamo la strada giusta. Spero che questo “sprint” non faccia danni…

Rischio nuovamente di sbagliar sentiero: questa volta ho fortuna, un ciclista mi ferma in tempo…. se non c’era lui mi sa che finivo in qualche osmiza….. altro che Jamiano!

Piero mi raggiunge ed arriviamo all’ultimo punto-incontro prima dell’arrivo, nei pressi del valico di S.Pelagio. Lo zaino oramai è vuoto, ho finito tutto il litro e mezzo di sali. E’ inutile portarselo dietro, lo lascio in macchina, bevo del tè e ricomincio la corsa.

Le gambe sono pesanti: la stanchezza arriva improvvisa e pesa come un macigno.

Non mi ricordavo che la salita verso il monte Hermada fosse così lunga e faticosa… cammino sempre più spesso, anche nei tratti piani… e sento la mancanza degli integratori…. evidentemente un litro e mezzo di Gatorade/Energade/PowerCheCacchioNeSoIo per me non è sufficente… la prossima volta riempio la sacca fino all’orlo…

Vengo superato da dei ciclisti, che riprendo nei tratti di salita più impegnativa.

Sento delle voci: ho rallentato e mi stanno raggiungendo.

Non mi va di perdere perdere posizioni…. stringo i denti e penso che, in fondo, mancano solo pochi km. Passato il monte Hermada arrivo all’inizio del “discesone”, ripido e impegnativo, che porta fino all’abitato di Medeazza.

Credits: www.atleticats.com

Durante la discesa mi giro diverse volte, per vedere a che punto è “l’inseguitore”…. ormai l’agonismo è scattato! Mi sta per raggiungere ma, arrivati sul piano, accelero. Ho mantenuto la mia posizione fin dalla partenza e mi intestardisco nel mantenerla.

Passato Medeazza, penso ormai di essere giunto all’arrivo e accelero il ritmo: evidentemente ho fatto male i miei conti…. Pensavo di essere arrivato ed invece mancano ancora diversi km…. incomincio veramente a sentirmi in difficoltà…. non ho dolori muscolari, ma sento le gambe pesantissime….

Finalmente si incomincia ad intravedere Jamiano…. dò fondo alle energie che rimangono ed arrivo, con un sospiro di solievo, al traguardo, con gli incoraggiamenti degli altri atleti/spettatori…

Do una sbirciatina alla classifica: mi sembra di leggere 34°, ma ci sono diversi ritirati…. sono curioso di vedere la classifica ufficiale, che si potrà trovare sul sito del Marathon Trieste.

Indifferentemente dal risultato finale, sono soddisfatto del risultato…. non avrei mai pensato di finirlo! E credo che la soddisfazione sia comune a tutti i partecipanti di una gara come questa….

In rosso è segnato il percorso del Sentiero numero 3
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Maratona di Venezia

ottobre 30th, 2007

Venezia, dicono, è una delle città più belle e famose del nostro amato pianeta.

I suoi canali, le sue calli, le gondole, Piazza San Marco e i suoi colombi, il Ponte dei Sospiri, il Ponte di Rialto e tutti quei tipici ponticelli che garantiscono il passaggio da una sponda all’altra dei vari canali rendono Venezia una città veramente unica.

Eh, i ponti di Venezia. Veramente belli…. ma ditelo a tutti quei maratoneti (o aspiranti tali…) che domenica, dopo aver percorso 40 e passa km, hanno “imprecato” nell’affrontare quei fastidiosi saliescendi che rendono l’arrivo di questa splendida maratona ancora più sofferto.

Maratona che, sia subito chiaro, non mi sono proprio sognato di correre! A volte fare da spettatore, senza sudare e faticare, è così appagante!!!! :-)

Venezia è a un paio d’0re di treno da Trieste, quindi perchè non approffittare di una giornata dal meteo favorevole e fare un giretto nella città dei Dogi, magari aspettando l’amico Manuel che arrivi al termine della maratona di Venezia?

Certo, una cosa è farla ed un altra è vederla… ma bisogna accontentarsi, per questa volta, almeno!

Arrivati alla stazione dei treni di Venezia, proseguiamo a piedi fino a Piazza San Marco (invasa dai soliti colombi) e poi verso l’Arsenale, dove è situato il punto di arrivo della Maratona.

Dei nastri isolano il percorso che faranno gli atleti, percorso circondato da persone di tutte le nazionalità….

Finalmente arrivano i primi: 3 keniani. Applausi di incoraggiamento da parte del pubblico, poi il vuoto. Il distacco è veramente abissale….

Un pò alla volta arrivano i primi “bianchi” ed i primi gruppetti di corridori.

Mi chiedo quando arriverà Manuel: bah, sicuramente ci vorrà diverso tempo…. meglio spostarsi e cercare una posizione migliore per far le foto…. intanto che penso a questo, vedo Manuel in pieno sorpasso nel mezzo di un gruppo di atleti…

“Minchia!” Cerco di far qualche scatto decente, ma, il fatto di vederlo già all’arrivo, mi spiazza un attimo…. Evidentemente gli allenamenti quotidiani che ha fatto hanno servito a qualcosa…

Andiamo a trovarlo all’arrivo, che più che un arrivo, sembra un campo di battaglia: diversi atleti hanno dato veramente tutto per finir la maratona e adesso stanno pagando le conseguenze.

Manuel, invece, è tutto arzillo! Mi chiedo se abbia veramente fatto 42 km o se abbia preso il treno fino a Venezia.. :-)

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