Il Perla (Alpa 7)
Il Perla, un glorioso ALPA 7, è stata la mia prima barca vela. Ed è stata anche la prima barca su cui abbia issato una randa o cazzato un genova.. Il primo amore non si scorda mai…
L’Alpa 7 (progetto Illingworth) nasce nel 1963 nei cantieri ALPA (Azienda Lavorazioni Plastiche e Affini), cantieri nati dall’intrapendenza di Danilo Cattadori che fonda il cantiere il 6 giugno del 1956.
Il cantiere si contraddistingue subito per la produzione di derive in vetroresina, materiale fino ad allora pressochè sconosciuto nella produzione navale.
Perchè ho acquistato il Perla?
Innanzitutto per la sensazione di sicurezza che mi dava… una barca robusta, una vera e propria rompi-ghiaccio! Mi piaceva poi la soluzione del fuoribordo incassato nel gavone di poppa, gli interni spartani ma funzionali, adatti per piccole crocere in due persone.
L’abbondanza di vetroresina si riflette sul peso: l’Alpa 7 non è sicuramente una barca per venti leggeri… ma questo può esser visto come un pregio: in condizioni “difficili” (Barcolana 2005, ad esempio…) è una barca che si fa portare senza eccessive difficoltà (con due mani di terzaroli e la tormentina nel caso dell’ultima Barcolana….).
Il Perla ha saputo perdonare i tanti errori commessi da un apprendista-velista come me… Come dimenticare tutte le figuracce fatte in ormeggio! E i 360 involontari, magari in regata!
E’ stata la mia “nave-scuola”: le prime uscite con gli amici, qualche regata “soft” e la prima “crociera” di una settimana in Croazia, all’insegna del brutto tempo (Agosto 2005)
Il Perla era senza avvolgifiocco (che palle cambiare le vele a prua… e metti il genova… e toglilo e metti il fiocco… e metti la tormentina…. un casino da soli!), aveva un fuoribordo che faceva un casino incredibile, una retro impossibile, una manovrabilità in ormeggio piuttosto discutibile (immagino a causa della chiglia lunga, che però dava una eccellente stabilità di rotta..)…. ma quando c’era un pò di vento, il suo bel genoa si gonfiava e la sua prua tagliava le onde come una lama, dando una sensazione di estrema sicurezza. Un vero e proprio carro armato a vela!
Nella crociera di una settimana in Croazia ho realizzato che forse, per le mie ambizioni “viaggerecce”, il Perla non era adatto: ecco che inizia la ricerca di una nuova imbarcazione, che sia più grande e comoda da portare, soprattutto da solo.
Nei due anni in cui il Perla è stato in mio possesso ho fatto le seguenti modifiche: Gavone per l’ancora a prua. Trasto per la randa in pozzeto. Randa non più inferita ma con i cursori e rinvio della drizza in pozzetto. Rinvio drizza genoa in pozzetto. Rifacimento completo degli interni. Aggiunto un wc marino.
Di tutte le modifiche credo che, la più significativa, sia stato dotare la randa di cursori e di rinvio in pozzetto: inizialmente, per issarla, era necessario andare alla base dell’albero, dopo la modifica si poteva fare comodamente dal pozzetto. Idem per il genoa.
Ma un giorno arriva il Beachcomber…..
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