TopolovecTopolò

6 luglio 2011 di Davide Lascia un commento »

140 km di corsa, in “assolo“, sono sicuramente un impresa sportiva, soprattutto se compiuti per sentieri poco conosciuti e, praticamente, in completa autonomia.

.. un lungo tragitto che trova il suo inizio a Topolovec (Slovenia)  e il suo compimento “fisico” a Topolò (provincia di Udine), dopo una notte e una giornata passata correndo, il tutto nella cornice della manifestazione “Stazione di Topolò

E’ questa la nuova impresa dell’amico runner (..emerodromo..) Enrico Viola vuole portare a termine questo sabato, partendo al venerdì sera.

Topolovec - Topolò

… messo da Enrico poco prima di partire… ma non ci saranno tanti altri segnali nei boschi!

Ma vedere questo lungo percorso in un modo diverso, sotto forma di “opera d’arte“, è possibile?

Di seguito il manifesto di questa sua impresa.

Buona corsa, Enrico!

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Carissimi amici
il viaggio che da anni tenevo in serbo sta per iniziare. 140 km di corsa tra
l’Istria slovena e le Valli del Natisone in ventiquattro ore, più o meno.
L’iniziativa si è sviluppata all’interno dell’evento artistico Postaja
Topolove|Stazione di Topolò.

Dal catalogo:

Topolovectopolò. Assolo.
di corsa dal cuore dell’Istria alla Benecija
Partenza: Topolovec, venerdì 8 luglio, nel tardo pomeriggio
Arrivo: Topolò, sabato 9 luglio, al tramonto.

Un viaggio da fare di corsa, portatore di un messaggio, come nella Grecia
antica Filippide, emerodromo, “colui che corre per un giorno”.

Bellezza arcaica, il proprio corpo come unica possibilità di coprire la
distanza: la lunga distanza.

Dichiaro questo viaggio opera d’arte.

Sono un’artista, non sono uno sportivo. Un’artista che corre cento chilometri.
Queste terre che attraverserò non mi sono neutre.

Attraverserò me stesso, la mia storia, il mio passato e quello di chi mi ha
preceduto.

Topolovec, mio nonno, partigiano, catturato in un rastrellamento, spedito nei
campi da dove non farà più ritorno.

Topolovec, il nuovo confine. Io ho vissuto a un chilometro dal confine. E
quando è caduto, guarda caso, l’ho attraversato di corsa.

San Servolo, luogo di fondazione del Battaglione Alma Vivoda dove militava mio
nonno. Ma anche eremitaggio di San Servolo, martire triestino, e a me gli
eremiti affascinano.

Pese-Iamiano, il sentiero numero tre del Carso triestino, luogo della mitica
Cavalcata carsica, il mio esordio nel mondo della corsa.

Monte San Michele, la Grande Guerra, i migliaia mandati al macello. Furori
mitigati sui vecchi confini, e i colli martoriati riposano sotto i nuovi
boschi.

Io sono di una generazione che poteva ancora sentire parlare della prima
guerra mondiale dalla bocca dei protagonisti.

Le Valli del Natisone, cercate, respirate, sognate. Una parte della mia
interiorità.

Topolò, che dire? Un posto dove potrei vivere.

Topolovec Topolò

Aggiornamento del 10 luglio : Enrico è arrivato a Topolò!

Enrico, nonostante il caldo, i ragni, il cellulare smarrito, gli infiniti km lungo sentieri più o meno conosciuti, ha portato a termine la sua impresa. E credo proprio non sia stato facile… ecco un paio di righe scritte “a caldo”, il giorno dopo questa bella impresa “cultural/sportiva”..

A caldo…

si può dire troppo caldo! Sabato era insopportabile, impossibile correre e anche a camminare uno doveva cercare le zone d’ombra e fermarsi a far scendere la temperatura.

Peso zaino, anche poco ti fa soffrire.

Sentieri, per chilometri a mangiare ragnatele, e anche questo non ti permette di avanzare.

Altri, magari controllati in primavera, ora si presentano con l’erba alta al petto!

Sfighe, perdere il telefonino e doverlo recuperare dalla polizia a Monfalcone.

E vesciche, troppo presto.

Risultato: venerdì e sabato un inferno, non sarei arrivato da nessuna parte, ho passato la notte a Cormons e sono ripartito il giorno dopo.

Domenica molto bella, calda ma stavo bene, ho corso dal mattino (8.30) al tramonto, quando sono arrivato con una giornata di ritardo!

Poi saluti al pubblico e più tardi ho parlato per una mezz’ora sul senso di quello che avevo fatto.

Pubblico molto emozionato, io anche. Esperienza intensissima.

Questa mattina mi hanno riportato a trieste, in tempo per il lavoro!

Mi spiace per l’infossamento. Spero niente di grave.  Il passaggio ad Abitanti era molto bello e credevo che saresti riuscito a trovarmi!

Saluti,

Enrico

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  • http://www.facebook.com/people/Valentina-Maj/1667600942 Valentina Maj

    Guardo con molta ammirazione alla tua “opera d’arte”, ne percepisco la
    bellezza e la poesia: per alcuni CORRERE non è meramente un atto
    sportivo, ma è un viaggio all’interno di se stessi, nel quale si cerca
    un significato più intimo e profondo…

    buon viaggio

    Valentina

  • Claudio Ferlan

    Trovo questa poetica idea di Enrico la più bella risposta possibile alla classica domanda “Perché corri?” – o anche “Perché ultracorri?”.
    Buoni passi

  • Anonimo

    Partenza ore 18.00 – Sms delle 23:20 : “Adesso sono arrivato a san servolo. Saluti”

  • enrico

    Grazie a tutti.
    Ho corso, e camminato, pensando a tutti quelli che mi stavano sostenendo.
    A un certo punto ho pensato che avere evocato il nome di Filippide portasse un po’ di sfortuna: “voi vedere che collasso come lui?”.
    Comunque sto ricontando i km e mi sa che ci avviciniamo ai 160!