Una volta pensavo che la maratona, con i suoi 42 km, fosse già una gara grandiosa, una gara che, se portata a termine, avrebbe significato una indubbia prova di coraggio, forza e impegno….
Poi, fatta la prima maratona, c’è il rischio di scoprire che esistono gare, le ultramaratone, in cui 42km sul piano sono solo una sorta di “antipasto-leggero”… certo, ci sono maratone e maratone, una cosa è fare una Bavisela in tre ore mezza e una è farla sotto le tre ore…. ma io tendo ragionare di più sui “km percorsi in gara” che sulla “velocità dei km percorsi…”.. in questo momento, almeno… e poi buona parte delle Ultra si tengono tra le montagne, i deserti….

Enrico verso il rifugio Locatelli (panoramica di 7 foto) – Foto D.Zugna
La Lavaredo Ultra Trail, con i suoi 90 km e i più di 5.000 metri di dislivello positivo, è senz’altro una ultramaratona.
Anzi, direi, sopratutto dopo averla fatta, che è una Ultramaratona con due coglioni così…. dura, durissima…. che ha portato a numerosi ritiri ma che ha saputo premiare anche chi si è allenato di più o chi ha saputo, dal punto di vista della “testa”, resistere di più…
Già, perchè in una gara come la LUT, soprattutto per chi come me è alle sue prime ultra, conta tanto la “testa”, la voglia di arrivare al traguardo, la testardaggine…. bigogna anche essere preparati fisicamente, certo, ma questo da solo non basta…
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Venerdì
Alle 9.30 Enrico passa a prendermi: indossa la maglietta di Estremamente Parco, 110km di trail nelle Prealpi Giulie… gara non da poco, sicuramente peggio della LUT, gara in cui Enrico si è piazzato terzo.. credo che per lui i 90 km che faremo tra qualche ora, saranno quasi una passeggiata…
Destinazione Auronzo di Cadore dove la LUT partirà a mezzanotte…. già, di notte…. il fascino di correre con il buio, per me un modo nuovo di vivere le Dolomiti…
Si approfitta della bella giornata per fare l’anello delle Tre Cime: strada a pedaggio (…20 euro!) fino al rifugio Auronzo… poi “circumnavigazione delle Tre Cime del Lavaredo” passando per il rifugio Lavaredo, la forcella Lavaredo (che passeremo in gara, di notte), rifugio Locatelli e nuovamente rifugio Auronzo… un giro fatto con la calma, tanto per entrare in sintonia con l’ambiente circostante….
In fondo alla valle, il Lago di Auronzo di Cadore - Foto D.Zugna
Foto D.Zugna
…le Tre Cime del Lavaredo, tra qualche ora qui saremo di notte, con la luna piena… Foto D.Zugna
Il Lago di Misurina – Foto D.Zugna
Torniamo ad Auronzo dove, al palasport, inizia la distribuzione dei pettorali e il controllo degli zaini: ogni atleta deve avere, nel corso della gara, il suo zaino con tanto di coperta termica, fischietto, acqua, indumenti pesanti, torcia… non è una garetta di 10 km nelle vie del paese, la sicurezza viene presa in seria considerazione…. se, durante i controlli in gara, un atleta venisse trovato senza uno dei materiali obbligatori…. beh, squalifica!
Il Palasport di Auronzo, punto di partenza della Lut – foto di walter >oti< curto
L’ideatore della LUT, Brogioni, dà inizio al briefing: il percorso subisce una variazione, a causa di una frana… non si farà la temuta salita della Val Cengia ma un percorso alternativo, megno “impegnativo”… meglio!
Simone Brogioni, organizzatore e mente della Lavaredo Ultra Trail foto di walter >oti< curto
Arriva la mezzanotte.
Si parte!
I primi km passano veloci attraversando l’asfalto di Auronzo e la ciclabile, poi, man mano che la salita aumenta, il gruppo si sfoltisce e si crea un lungo serpentone di corridori… serpentone illuminato dai led delle torce…
Fa, tuttosommato, caldo: sono felice di esser partito con i pantaloncini corti, maglietta a maniche lunghe termica e canottiera…. altri sono vestiti ben più pesanti e si fermano per cambiarsi… tempo perso.. ma soprattutto c’è il rischio di prendere freddo dopo che si è già troppo sudati…
La salita verso la forcella Lavaredo si fa sempre più impervia: si procede camminando veloci, in attesa della prima discesa…. non vedo l’ora!
Alla fine della prima salita un apprezzato ristoro, con del tè caldo, dà la giusta carica: grazie ai volontari… si inizia a correre, sotto la luna piena… esperienza unica!
foto di walter >oti< curto
Inciampo e cado, atterrando sui polsi: i crampi alle gambe, entrambe, arrivano improvvisi, causati dal movimento della caduta… un altro runner mi dà una mano con lo stretching, per poi ripartire.. grazie! Cammino un pò e poi riprendo a correre… speriamo che le gambe non mi facciano altri scherzi… anzi, cerchiamo di non distrarci e non finire di nuovo per terra, che può andare anche peggio dei crampi, va…
Si passa la forcella Lavaredo e, velocemente, si giunge nei pressi del rifugio Locatelli, per poi ridiscendere verso la Val Rinbianco.
Arriva, alle spalle, l’alba… atmosfera magica, la partenza al buio e, adesso, la luce che arriva e noi stiamo ancora correndo…. emozioni uniche, che solo certe gare sono in grado di dare…
Le luci dell’Alba verso la malga Rinbianco – foto di walter >oti< curto
foto di walter >oti< curto
Dopo aver passato il Lago di Misurina (un peccato non aver percorso il sentiero che lo costeggia durante la gara ) inizia una faticosa serie di sali-scendi…. sono in gruppo, mi consola il fatto di non essere l’unico a essere “stufo” di questo tratto…. arriva finalmente la discesa “vera”, quella che porta al Hotel Cristallo, dove verranno prese le posizioni e dove ci sarà il prossimo ristoro.
In discesa aumento il ritmo e cerco di raggiungere quanto prima l’Hotel Cristallo, al 42 km, che raggiungo in 6h e 56 minuti… veloce, troppo, probabilmente!
Prendo fiato, mangio e bevo….. tra un pò inizia un tratto che si rivelerà il più duro di tutta la gara: la salita verso la Forcella Grande, dopo aver passato la bella foresta di Somadida…..
foto di walter >oti< curto
foto di walter >oti< curto
Dopo la foresta, inizia la salita: prima un zig-zag nei boschi, poi un ripido sentiero che porta verso la Valle di San Vito…. dura, durissima, vengo superato da diversi runner…. lo stomaco inizia a fare i “capricci”…. qualche runner mi chiede se sto male… mmm…. non devo avere una bella cera!
foto di walter >oti< curto
In questo tratto penso quel migliaio di volte al ritiro… ma ritirarmi dove, che non c’è possibilità di “fuga”?
Mi fermo diverse volte, poi, un pò alla volta, compare la bella Valle di San Vito con la bella Torre dei Sabbioni che sembra tener d’occhio i runners.. e, dopo aver percorso dei sali e scendi, la Forcella Grande…. spettacolo, veramente!
foto di walter >oti< curto
foto di walter >oti< curto
Un posto veramente bello… e sento tanto la mancanza della macchina fotografica! Ma, per fortuna, in questo bel tratto c’è uno dei fotografi della manifestazione (www.stillphoto.eu) che immortala i runners in questa bellissima cornice.
Valle di San Vito Alta – foto di walter >oti< curto
La torre degli Sabbioni – foto di walter >oti< curto
Il bel panorama e la fine della salita hanno degli effetti più che positivi, su mente e corpo: ricomincio a correre, non vedendo l’ora di fermarmi al rifugio San Marco per una adeguata dose di caffeina…. il sonno in certi momenti si sente, la “droga nera” magari potrà dare qualche effetto benefico….
Non sono l’unico ad avere questa idea: un paio di runners se ne stanno a gambe distese nel pratino del rifugio, illuminato dal sole, godendosi un pò di riposo e bevendo una bibita fresca.. certo che poi alzarsi sarà dura, eh!
Mi siedo all’interno del rifugio San Marco, allentando i lacci delle scarpe (..sollievo…) e levandomi lo zaino…. La “tizia del rifugio” mi chiede come va, se ho vesciche, se va tutto bene (evidentemente ho la faccia stravolta, ma quello credo non dipenda dalla LUT, son proprio fatto così, ma vallo a spiegare ogni volta.. )….
“Dopo un caffè e una fetta di torta, tutto andrà meglio!”
.. e sarà così, una moka intera e una fetta di strudel…. ok, si inizia a ragionare! Soprattutto dopo la dose di caffeina… mi mancava!
Lascio il San Marco (55 km) e torno sul percorso della LUT.
Inizia un tratto interessante, un lungo traverso che porta verso la forcella Piccola e poi, dopo la dura salita sotto il sole, al rifugio Galassi.
E’ un tratto che passa tutto sommato velocemente, soprattutto rispetto alla salita di un paio d’ore prima e, probabilmente, grazie al caffè…
Si passa la forcella Piccola: discesa, si corre….. e veloce, anche…. E ‘ evidente che ho delle grosse carenze nelle salite…. lì soffro di brutto (ma chi non soffre in salita?), mentre poi, in discesa, riesco a recuperare…
Capanna degli Alpini, 62 km! Arrivo qui in 12 h e 17 minuti… Mancano solo una trentina di km al traguardo! Evviva!
Altro punto di controllo: sono sempre intorno alla 130 posizione…. non male, finire così come classifica sarebbe veramente “oro”…
Incontro la Sabrina e un piccolo gruppetto di runners triestini che fan da supporter/fan a Lara e Roberto (bello eh veder gli altri far fatica?
), altri runners triestini che han deciso che le salite di Monte Carso son troppo poco…. La Sabrina mi comunica che Enrico è passato già da “un pò di tempo”, nei primi trenta o poco via…. minchia! Grande Enrico!
Mi rifocillo al ristoro: un piatto di pasta ci sta…. poi, un pò alla volta, ricomincio a corricchiare…. un tratto dritto di alcuni km (Val d’Oten) e poi altra salita…. salita che si rivelerà più dura del previsto: dai 1.183 metri si passi ai 1.911 del Rifugio Chiggiato, in circa 4 km…. km che passano veramente lenti!
Al rifugio Chiggiato, piccolo break…. una Sweps Lemon ci sta…. e già che ci siamo anche un bel cambio di calzini…. tempo per i piedi: sembrano un enorme vescica… anche se in realtà, scoprirò poi, si trattava solo dell’ “umidità” che aveva reso la pianta del piede bella molliccia…. vesciche, alla fine, zero… meglio così!
Dal Rifugio Chiggiato al traguardo mancano solo 20 km: manca poco, ormai…. cosa sono 20 km su 90?
Sento Enrico: è già ben che arrivato al traguardo, piazzandosi 22°…. grandissimo! Mi raccomanda di stare attento ad un bivio dopo il Chiggiato, che gli ha fatto sbagliar strada con altri runners… bivio che infatti sto per sbagliare poco dopo, sperando di tagliare qualche metro…. eh eh… sempre detto che tagliare non paga!
Dal Chiggiato il sentiero non è che agevoli la corsa, anzi… tra prati, sassi, radici non è come me lo aspettavo… una bella discesa fino al traguardo.. ci sono diversi saliscendi… da esaurimento!
Mi aggrego con un gruppetto di runners, quando, finalmente, si vede chiaramente il lago di Auronzo ed inizia la discesa “vera”, la pista da sci….. qui ritrovo le mie energie, e mi lancio (letteralmente) in una bella e veloce corsa lungo la pista da sci… ad una velocità che, dopo 85 km, mi lascia stupito e perplesso… mi chiedo quanto bene possa fare questa corsa forsennata ai legamenti, ma, infondo, sono qui per correre, no?
E poi devo appagare un pò il mio senso dell’agonismo, che ha preso diversi smacchi in salita… e lo appago sorpassando una quindicina di runners fino al traguardo… in discesa mi diverto, mi rilasso….
Finalmente l’arrivo…. i miei mi aspettano al “varco”, mio papà scatta un pò di foto (mi chiedo quante saranno messe a fuoco.. eh eh…) … passo il traguardo, suona il beep del rilevamento del tempo: 18:22:57 …. bene, benissimo….. Brogioni all’arrivo che aspetta i runners… li faccio i complimenti dovuti e sinceri per l’organizzazione…
… il mio arrivo, finalmente! foto di W.Zugna
Sono stanco… distrutto forse, ma dopo 90 km mi sembra naturale, no?
Enrico, arrivato già da un paio d’ore, è bello fresco e riposato…. io sembro un zombie….
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Sono passate due settimane dalla LUT : non ho più corso… un paio di giorni dopo la gara è arrivata la febbre a 39, poi la tosse/bronchite…. adesso sto recuperando, magari settimana prossima una garetta tranquilla ci scappa anche, ma adesso di correre di correre non ho voglia…. ma sarà il caso di ricominciare, no?
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Che dire della LUT?
Organizzazione impeccabile, percorso segnato bene, senza il rischio di perdersi (a meno di cercare di tagliare in un paio di punti, per poi trovarsi fuori percorso…).
Un sentito grazie a volontari (ho ancora in mente una ragazza che stava gelando al primo ristoro… almeno noi correvamo!) dei ristori e del soccorso Alpino e ai vari sponsor che rendono possibili queste manifestazioni….
Alla prossima!













I miei complimenti per l’ottimo risultato!
per quello che mi riguarda la testa ha detto basta al 42K… Sarà per il prossimo anno!
Ciao
grande gara e bellissimo racconto, complimenti, non ho parole…
Questa impresa ha qualcosa di epico: il paesaggio è da favola, il percorso da paura, e tu non ti smentisci mai! Bellissimo il racconto e la tua impresa!!!
Eh, questa esperienza me la posso incorniciare, e dire che poteva andare ancora meglio, gli ultimi venti chilometri non sono più riuscito a correre, e altri particolari tra cui lo sbaglio di sentiero, mi hanno tolto la soddisfazione di entrare tra i primi venti!
Complimenti Davide per la tua forza, la tua determinazione e il tuo coraggio!! Portare a termine un’impresa del genere è ammirevole, soprattutto per l’impegno mentale!!!Tosto e testardo!! Bravo ancora!!1 abbraccio
Ciao Davide, non so se ti ricordi ci siamo conosciuti al jamarun. Volevo solo farti i complimenti per la gara, sei stato davvero grande!!!