Quattro righe sulla LGF….
La Lanaro Gran Fondo, gara di Trai di circa 30km organizzata dal Vulkan, costituisce (..almeno per me…) il primo appuntamento podistico dell’anno, ed una delle “immancabili” gara di trail (con la Cavalcata Carsica e la Jama Run… alle cui ultime edizioni ho tirato “pacco”…) della provincia: correre nel Carso ha il suo fascino, fascino che attrae un sempre maggiore numero di podisti, che magari “mollano” le gare e gli allenamenti su asfalto per correre nel verde (anche se qualche ripetuta veloce su asfalto fa sempre bene…)….
La LGF, nata inizialmente come gara per MTB, è diventata negli anni ANCHE una manifestazione (… “Muli, questa non xè una gara!!”…) per podisti, passando dai 50 massimi di una volta fino ai 150 di questa edizione. Podisti che han voglia di farsi 30km di sterrato (ok, ci sono quei due km di asfalto che portan a Monrupino, ma niente di grave….) ed una bella salita (… non me la ricordavo così dura…!! Minchia!!!…) che porta alla cima del Monte Lanaro.
La giornata è splendida: fredda, ma dopo qualche km di corsa il freddo sarà un ricordo della partenza (…per me, almeno, che patisco molto di più il caldo…), una giornata ideale per correre, peccato, non c’è la neve che c’era l’altro anno, una neve che amplificava ancora di più il senso di avventura di questa gara…. non si può aver tutto!
Partono, dopo le raccomandazioni della regia, le MTB. Dopo una quindicina di minuti partiamo noi, runners.
Mi metto in coda: nei due anni precedenti “azzardavo” partenze più “coraggiose”, quasi in prima linea… quest’anno no…. parto con l’idea di testare, più che la resistenza, la schiena, dopo mesi di semi-inattività….
Si parte.
La ciclabile passa lentamente, si passa Draga Santa Elia e poi la prima salita, quella dura che porta a Pesek, salita che è una sorta di antipasto per quella finale.
Durante la salita scambio un paio di chiacchere con un Enrico in “incognito”, ma che con lo sguardo punta già a gare con kilometraggi diversi dalla LGF e dalle gare di trail che i “normo-runner” sono in grado di affrontare.
Si passa Pesek. Salita. Vista sul Golfo di Trieste. Il ritmo aumenta, per lasciare il monte Cocusso alle spalle e dirigersi verso Monrupino.
Ristoro. Due bicchieri di tè. Grazie. Si riprende la corsa, per passare Monrupino, dopo un “veloce” tratto di asfalto.
La salita che porta sulla cima del Lanaro è dura. Sono al limite delle tre ore: spero di farcela, magari aumentando un pà il ritmo…. Niente da fare, passo il traguardo in poco più di tre ore…. va bene così (l’anno precedente chiudevo con un 2h e 34… quasi una mezzora di meno… )! L’importante era non arrivare distrutti…. e far quel paio di km fino alla macchina sulle proprie gambe!
Alla prossima….
LGF2012
...ultime raccomandazioni....
...partiti!
... non xè una gara, muli!!! .... le MTB pronte sulla linea di partenza...
...runners quasi operativi alla partenza....
... e runners super-operativi davanti...
..runner verso Pesek...
.. un Enrico, in incognito e in momentaneo standby, scruta i runners che passano, in attesa di macinare nuovamente "qualche km".... a presto! :-)
Con il Cocusso sulla destra.
... sulla cima del Lanaro ...
... le due "menti" che hanno partorito questa bella manifestazione ...
.. il Golfo di Trieste con l'inconfodibile forma del "formaggin"..
Il Monte Nanos
Sulla destra, il Monte Nevoso, con il suo cucuzzolo innevato