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Lavaredo Ultra Trail (secondo giorno)

Posted by admin on Giu 22 2008 | Gare di corsa, corsa, corsa in montagna

Il risveglio non è proprio dei migliori a causa del russare continuo e fastidioso di qualche atleta.. vabbè…. capita…. anche i super-atleti sono esseri umani (ma solo quando dormono)!

Mi vesto da “civile” e vado a far con calma una colazione a base di caffèlatte, pane e marmellata… preparo il camel bak: barrette energetiche, due power… e un litro di integratore. Lascio la macchina digitale in stanza: me ne pentirò, occasioni per fare foto ce ne saranno parecchie… veramente un peccato…. :-(

Applico il pettorale sulla canottiera della Running World: numero 472, speriamo che porti fortuna…

Un pò alla volta gli atleti si portano nei pressi del prato, antistante la Villa Gregoriana, su cui è stabilita la linea di partenza (mt 1.120). Mi sistemo a poco più di metà gruppo.

Alle otto e qualcosa, di una domenica mattina di sole, parte la seconda Lavaredo Ultratrail… la mia prima corsa in montagna di 53 km….. non mi sento proprio tranquillo, speriamo la schiena regga e non faccia scherzi.

Subito dopo la partenza il prato sparisce e gli atleti confluiscono in uno stretto sentiero… in salita, ovviamente.

In fila indiana si procede lentamente, scherzando….. “Dai, non è mica così dura!” - “Pensavo peggio!”. Dopo una ventina di minuti le battutine spariscono e si cerca di risparmiare il fiato.

La salita porta fino al rifugio città di Carpi (mt 2.100), situato nei pressi di Forcella Maraia.

In cima alla forcella prendo un pò di fiato e mi sparo la prima barretta della giornata, che mangio durante discesa. Il sentiero è costituito da una comoda carrozzabile, spesso attraversata da piccoli torrenti che permettono di abbeverarsi senza utilizzare l’integratore del Camel Bak.

La discesa è lunga: inizio con un ritmo lento, inutile sforzarsi troppo dopo la salita appena conclusa… e i crampi sono sempre in agguato. Vengo sorpassato da qualche corridore… mi supera anche un tipo con la bandiera tricolore sul zaino e la scritta “micetto“.. ah, è uno di quelli premiati ieri per i trail autogestiti…. mi metto nella sua “scia” ed aumento il ritmo… il “Micetto” corre veloce e si sorpassa…. ad un certo punto ha un rallentamento improvviso (scarpe? crampi?), ma continuo alla corsa… fino alla salita…

Poco dopo la fine di questa prima, bella, discesa, c’è il simpatico Brogioni che prende nota di chi passa…

Gli chiedo a che punto sono:

“..175… donne comprese!”

Donne: chiamarle donne secondo me è “riduttivo”.. le donne conosco io alla domenica se ne stanno con le chiappe in bella mostra al mare o fanno dei tour per centri commerciali alla ricerca delle scarpe della loro vita… queste qua, invece…. grandissime, uno scacco al mio maschilismo! ;-)

La discesa finisce e inizia la lunga e dura salita che porterà fino a Forcella Lavaredo a quasi 2.500 metri di altezza….

La salita, nel tratto iniziale è bella in ombra… tra gli alberi… cammino prima a passo spedito, per poi rallentare e perdere posizioni… un pò alla volta compare alla vista quella che dovrebbe essere la fine della salita….. cazzo… sembra lontanissima…. e ripidissima…. mi fermo per prendere fiato…. altra barretta….

.. è dura…
…è dura…
.. è dura…  cazzo se è dura… ma l’ha detto anche Brogioni…

… essere fermo, sul margine del sentiero, appena a inizio gara, con la gente che lentamente avanza e ti passa… è bruttissimo… il sollievo iniziale, per la sosta, diventa ben presto rabbia….

.. alzite e movi el cul!!!!!!!
.. alzite e movi el cul!!!!!!!
.. alzite e movi el cul!!!!!!! Adesso!

Ricomincio lentamente la salita, gli alti alberi che all’inizio facevano ombra hanno lasciato il posto ai pini mughi, fa sempre più caldo…

…un torrente taglia il sentiero…

…saremo una quindicina che ci fermiamo per rinfrescarsi, far rifornimento d’acqua…

….sembriamo un branco di bestie assetate….

..ma per fare una gara del genere bisogna essere un pò “bestie”….

…le dure salite, il caldo, i torrenti che bagnano i piedi, i sassi, le radici degli alberi che tagliano i sentieri, i ghiaioni, i sassi che entrano nelle scarpe… bisogna essere un pò bestie per sopportare (e trovare piacevole!) tutto questo..

Finalmente la salita finisce, all’inizio non capisco bene il punto in cui ci troviamo… poi compaiono le pareti di neve…. “La Forcella Lavaredo!”.. mi sembra di essere a casa… mi sembra di aver finito già la gara… infondo a Misurina manca poco, è tutta discesa…. e, arrivato a Misurina, mancherà tutto sommato poco…. aumento il ritmo e faccio qualche sorpasso…. Ah, quanto mi sto sbagliando!

Il tratto tra la Forcella Lavaredo e la Forcella Col di Mezzo è sicuramente il più panoramico di tutta la gara.. le Tre Cime del Lavaredo sorvegliano gli atleti… chissà quali altre gare offrono un percorso del genere….

Nella discesa verso Misurina sorpasso la “Rossa”, una tipa che costituirà uno dei tanti riferimenti in gara…. la Rossa, la tipa con le gambe tatuate, la tipa in blu, la coppietta, il tipo pelato… riferimenti che magari sorpasso per poi, però, venir nuovamente superato.. fa parte del gioco… :-)

La discesa è lunga, rallento… Arrivo al piccolo ristoro nei pressi del casello per la strada a pedaggio che porta al rifugio Auronzo, camminando. E io pensavo di essere già arrivato.. solito ottimista….

Corro, cammino, corro, cammino…. incomincio a pensare ad un ritiro… a Misurina c’è il recupero dei ritirati…. chiedo quanto manca …

“Poco, ancora una ventina di km….” Cazzo, venti km…. di salita e discesa… con 30 km già sulla groppa….

Non ce la faccio…
Non ce la faccio…
Non ce la faccio… Meglio ritirarsi a Misurina…

Arrivo al incrocio sulla strada di fronte al Lago di Misurina. Una “civile”, comodamente seduta nei pressi del ristorante-bar sulla sinistra (odore di polenta.), prima del punto in cui si attraverserà la strada, mi guarda e, con aria rassegnata, mi dice:

“Basta?”

“.. faccio solo un pò di pausa….”, le rispondo con un falso sorriso…

Col cazzo che mollo…
Col cazzo che mollo…
Col cazzo che mollo… mai!

Mi accodo ad un altro corridore, sicuramente più preparato, e cerco di tenere il suo passo. Percorro tutto il tragitto di fianco al Lago di Misurina cercando di stargli dietro.

I gitanti se ne stanno tranquilli e beati a prendere il sole lungo il lago, qualcuno applaude e incita. Qualcuno se ne sta sui pedalò in mezzo il lago, a prendere il sole…. e qualcuno corre da 30 e passa kilometri. Altri modi di utilizzare il tempo libero, infondo.

Inizia l’ultima, dura, salita. Si passa Malga Misurina. Odore di polenta. Fame. La salita continua… fermate per prendere fiato. Bellissima vista sul lago di Misurina. Siamo in alto. Pausa barretta. Prendi fiato. Forza, pensa alla discesa. Pensa all’arrivo. Alla strada già fatta.

Si arriva finalmente a forcella Popena: fine della salita.

Il paesaggio mi piace, trovo questo punto della gara come il più bello, dopo la vista sulle Tre Cime.

Rimangono solo 15km di salita da fare. In discesa. Le paure del ritiro sono un lontano ricordo. Qualche scarica di adrenalina fa aumentare l’entusiasmo.

La discesa inizia con una serie di scalini, dei segnali ed un volontario, raccomandano di scendere con attenzione. Ok, non farò cazzate proprio adesso. Il sentiero taglia dei piccoli ghiaioni, ci sono alcuni concorrenti in difficoltà nella discesa, evidentemente la ghiaia non riscontra delle loro simpatie.

Io gli adoro, i ghiaioni.

Letteralmente. Durante le “classiche” due settimane di vacanze in montagna, da piccolo, non vedevo l’ora di lanciarmi a capofitto giù per i ghiaioni…. più che di correre si tratta di saltare… saltellare da una parte all’altra, sui talloni e con il peso verso monte… affondando i piedi nella ghiaia che fa da freno… bellissimo!

… il sentiero fa zig-zag nella ghiaia… taglio dritto…. credo sia uno dei momenti in cui mi trovo meglio in tutta la gara! Era ora, dopo trenta e passa chilometri!

Mi entrano sassi nelle scarpe. Li toglierò dopo, con la calma. Finito il tratto sulla ghiaia, torno ad una velocità normale, più consona ai miei stati… corro lentamente, vengo superato da chi avevo superato a mia volta durante il primo tratto di discesa… non ha tanta importanza, mi sono divertito….

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Lavaredo Ultra Trail (Giorno 1)

Posted by admin on Giu 21 2008 | Gare di corsa, corsa, corsa in montagna

Alle 8.00 di sabato mattina, percorrendo il tratto d’autostrada che percorre il carso triestino, penso che 50 km di corsa in montagna sono tanti…..

La mia prima (e unica) esperienza di un lungo “trail” risale a dicembre, con quella gara-non gara che è la “Cavalcata carsica”, corsa di 50km lungo il sentiero numero 3 del carso, sentiero che percorre tutte le alture che costituiscono il confine con la vicina Slovenia, da Pese a Jamiano. In dicembre, finirla, mi sembrava impossibile….

Ma i dislivelli del sentiero 3 non possono essere minimamenti paragonati a quelli della Lavaredo Ultra Trail….. le altimetrie parlano chiaro! Altra storia!

Il Garmin mi porta fino a Palus San Marco dove si trova la Villa Gregoriana: passerò qui la notte (23 euro con lenzuola, 5 euro per la cena con un prezzo “politico”) in uno dei dormitori forniti dalla struttura, assieme agli altri concorrenti.

La giornata è bella ed approfitto subito per fare una “passeggiata”: lascio la Opel prima del casello di accesso alla strada che porta fino al Rifugio Auronzo (20 euro per accedere con la macchina!!!!!!!) e mi incammino lungo un sentiero che porta fino al rifugio.

Era da tempo che non passeggiavo in tutta tranquillità, armato di macchina fotografica, in montagna: l’aria è sicuramente diversa da quella che si respira nella zona industriale di Trieste… per non parlare del profumo di montagna che si respira ad ogni passo… i polmoni ringraziano!

Arrivo nei pascoli sottostanti al rifugio Auronzo: anni fa (una quindicina?) avevo campeggiato con l’amico Max su questi prati…. indimenticabile quando la Ferrino, appena montata, è iniziata a rotolare giù per il pendio…. con le mucche impaurite da questo strano oggetto rotolante e Max dietro che correva….

Il rifugio Auronzo, con i camper, le moto e le corriere parcheggiate davanti mi dà l’impressione di tutto meno che di un rifugio: proseguo a destra, in direzione del più modesto e tipico rifugio Lavaredo.

Ci sono un sacco di umani in fila lungo il sentiero, della tipologia più varia: il motociclista tutto sudato perchè indossa ancora la tuta di pelle, la vecchietta con le scarpette della domenica, la famigliola con i marmocchi urlanti….

Non vedo l’ora di rivedere le Tre Cime del Lavaredo dal sentiero che porta verso il Rifugio Locatelli: arrivo e passo il rifugio Auronzo camminando velocemente (risparmiare energie per domani no, eh?) e arrivo al “portale” di neve che porta verso il Locatelli a destra o verso le Tre Cime a sinistra.

C’è un segnale il logo della Ultra Trail: domani giremo di là, verso le pendici delle Tre Cime…. poi verso l’Auronzo e poi giù, verso il lago di Misurina…. per poi risalire, scendere, risalire…. meglio non pensarci troppo…. godiamoci il panorama e il sole…

Arrivo a Locatelli percorrendo il sentiero che, qualche hanno fa, avevo percorso durante la “Maratona delle Tre Cime“, la prima gara in montagna che ho fatto. Partenza da Sesto, Val Fiscalina, Rifugio Comici, Rifugio Pian del Cengia… e poi arrivo, sotto la pioggia, un indimenticabile arrivo al rifugio Locatelli. Ricordo l’impressione nel vedere la gente arrampicarsi lungo il sentiero…. altro che corsette in piano….

Il Rifugio Locatelli è chiuso: niente tè e strudel… ritorno sui miei passi e prendo il sentiero che porta verso il rifugio Auronzo, in modo da “circumnavigare” le Tre Cime del Lavaredo…

La vista sulle Tre Cime è fantastica…. sarà la decima volta che passo in questa zona per vederle…. con passi incerti da bambino, con la voglia di farsi male in Montain Bike (quella volta della tenda che rotolava con Max… Misurina-Sesto-Vajont-Erto in tre gg di bici sotto la pioggia…), di corsa domani….

Il sentiero passa un piccolo guado (domani ce ne saranno diversi) per poi proseguire in salita. Domani si passerà di qua, chissà in che condizioni sarò… Piccola malga sulla destra, approfitto dell’acqua della fontanella…

Il sentiero prosegue fino ad un bivio: un cartello della Ultra Trail indica di andare giù, a destra…. non oggi, grazie, io proseguo dritto, verso l’Auronzo per poi ridiscendere verso Misurina…

Torno alla Villa Gregoriana: adesso c’ è un pò di gente…. si incomincia a respirare l’aria della competizione…. completo le formalità dell’iscrizione, consegnando il certificato medico, ritiro il pettorale e il pacco gara (bello lo zainetto!).

Incontro dei “compaesani”, che ho conosciuto durante i primi allenamenti con la Running World per la Cavalcata Carsica, XXXX e YYYY che mi presentano un “certo” Claudio, penso che sia il parente di qualche corridore…. Si parla della gara, delle difficoltà che ci potranno essere, se il sentiero sarà ben segnato o meno….

Alle 18.30 inizia il Briefing con la presentazione del percorso della gara e le premiazioni dei partecipanti ai vari trail autogestiti nati in senno al sito www.spirtotrail.it. Un trail “auto-gestito” non è una vera gara… le premiazioni si basano sulle partecipazioni… si materializzano persone che conoscevo “virtualmente”, avendo letto i loro post sul forum del sito dedicato a questa gara (www.ultratrail.it) o su www.spiritotrail.it.

Dopo una cena a prezzo politico (5 euro per primo piatto e da bere), caffè e subito a dormire, che domani sarà dura…

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