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Da Ilovick a Arbe (Rab)

agosto 6th, 2009

I posti dalla partenza fino a Ilovick li conoscevamo tutti: oggi finalmente una località nuova, Arbe (Rab)!

Partiamo alle 8.20… passiamo le isole Orule, poi  con un bel borino sui 15 Kn, puntiamo verso l’Isola  di Pago (Pag).

A Pago ci siamo stati “secoli fa”, con il gommone… in quattro, partendo da Artatore (Isola di Cherso)… campeggio nautico… gommone ancorato, due tende su una spiaggia e via, all’avventura….

Lasciamo Pago e, con una bella attraversata, arriviamo ad Arbe alle 16.20.

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Da Marakol (Isola di Unije) a Ilovik

agosto 5th, 2009

Risvegliarsi a Marakol è piacevole: una cornice di verde e di blu… non male.

Il risveglio è ancora più particolare grazie alla curiosa di mio papà, già sveglio, che ha da poco pescato una occhiata… con un fusillo Barilla!!!!!! Non ho parole. Ok che le occhiate mangiano di tutto… ma pescarne una con un pezzo della pasta avanzata dalla cena….!!!!!

Beviamo una bella dose di caffè, gonfiamo il tender e sbarchiamo a terra.

La cittadina di Unije è sempre incantevole: il verde della vegetazione, il blu acceso del mare della baia… e i colori sgargianti di alcune case che, stranamente, si intonano con il paeseggio.

Ci sono diversi appartamenti in affitto.. una settimana qui la passerei volentieri… sole, mare, pesca, immersioni… non sarebbe male, no?

Rifacciamo colazione… altro caffè e qualche pasta crema, di quelle belle pesanti… dopo l’attraversata di ieri, ce la meritiamo, eh!

Facciamo un pò di spesa nel piccolo Market del paese (pane, pomodori, pesche.. solito fresco…), cambiamo un pò di kune, ammiriamo un paio di gommoni (la nostra prima imbarcazione è stato un gommone, uno Storm 41 della Callegari, con cui, 15 anni fa, abbiamo girovagato per le isolette del Quarnero….).

La bora continua a farsi sentire: non è poca. Anzi. Dall’alto del sentiero che collega Marakol al paese si vedono delle belle creste bianche… alcune barche a vela, con uno straccetto di genova, risalgono…. altre, con una rotta più agevole, fanno un bel traverso… altre ancora in poppa.

Decidiamo di uscire comunque (11.15).

Uno sloveno, dalla sua bella barca a vela dalle dimensioni più consistenti del BeacComber, ci fa un cenno con la mano… come per dire: “…. non è il caso di uscire, amici italiani…”.

Per fortuna la nostra rotta è verso “giù”, verso i gavitelli di Illovick, isolotto situato all’estremità dell’Isola di Lussino… vento a favore…. se avessi dovuto fare una bolina, con quel vento e con quelle onde, non sarei uscito.

Il BeachComber, un Trapper 500, è una barca che da sicurezza….

Il vento soffia sui 20-25 Kn… si naviga ovviamente solo vela…. con un pò di genoa si cammina bene…. il gps segnerà, alla fine della giornata, una velocità max di 7,9 KN! Probabilmente durante una bella raffica…. e in discesa da un onda!

Dopo Artatore (Isola di Lussino) il mare è più tranquillo…

Arriviamo a Ilovick alle 17.30: 18 Mg da Marakol… solo vela… finalmente!

I gavitelli sono pieni…. diamo fondo all’ancora quasi alla fine del canale tra Ilovick e Sv. Petar…. rifacciamo l’ancoraggio tre volte… c’è corrente….  mio papà, che sta a prua a tirar su e giù la catena e l’ancora, mi ringrazia diverse volte…. dai, che un pò di movimento fa bene! :-)

(Sto scrivendo sempre dal Marina di Punat, fuori la bora soffia bene… mio fratello spava alla grande….. questo pomeriggio arrivano Fabio e Marco…  usciremo?)

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Da Cittanova (Novigrad) all’Isola di Unje

agosto 4th, 2009

Tappona di 65 Mg : il percorso, per adesso, più lungo che abbia fatto con il BeachComber.

Partiamo da Novigrad alle 9.30, dopo aver fatto 10 litri di gasolio nel benzinaio situato in marina.

Il tempo anche oggi non è il massimo: siamo circondati da nuvole nere che, specie sulla costa,  scaricano dei violenti acquazzoni…  passiamo Parenzo, Orsera, Rovigno… teniamo le isole di Rovigno a sinistra, puntando direttamente le Isole Brioni: mi piacerebbe far una sosta qua con la barca, nel molo presso l’hotel… ma fuori budget! Ma una passeggiata tra zebre, daini e le altre bestie del parco, me la farei volentieri.

Alle 15.00 passiamo le Brioni e puntiamo verso la baia di Soline, quasi sulla punta dell’Istria. Ci meritiamo una pausa….  e anche il motore, visto che abbiamo navigato praticamente sempre con il motore + vela, per accelerare i tempi.

Soline è una bella insenatura, riparata: peccato per l’enorme quantità di motoscafetti del cazzo guidati da coglioni che sfrecciano a tutta velocità anche a pochi metri dalla riva. Sinceramente: una remata sui fianchi, a questi coglioni, la darei volentieri…

Lasciamo Soline e, pochi minuti dopo, un piacevole incontro: tre delfini ci passano vicini.. è sempre una emozione, sono degli animali splendidi…

Passiamo il faro del Porer: inizia l’attraversata del Golfo del Quarnero… per carità, non sarà come attraversare l’Atlantico… ma se qui soffia la Bora… altro che Alisei!

Il mare è tranquillo… all’improvviso, a dritta, sbuca un altro delfino…. sono una coppia…. si mettono a far le loro evoluzioni a fianco della prua…. passo io al timone e mando mio papà davanti a godersi lo spettacolo: vedere questi splendidi animali dall’alto, mentre fanno le loro evoluzioni… è qualcosa di fantastico…. in Atlantico, durante l’attraversata con il Malaika, da Antigua alle Azzorre, ne avevamo visti a decine…. ma ogni volta è come fosse la prima… sono degli animali che riescono ad emozionare sempre…

Il vento aumenta e il mare, di conseguenza, anche…. vento da NE, bora! Prendo l’anemometro… 20/25 Kn di vento…. un bel traverso solo genoa verso l’isola di Unjie!

Il garmin con la rotta che avevo impostatodava come orario di arrivo le 21.30 : la rotta terminava nella baia difronte il paese… ma noi vogliamo andare a Marakol, bella baia riparata dotata di gavitelli…

Il tramonto è fantastico.

Alle 21.30 abbiamo il paese di Unije al traverso…   c’è una fantastica luna piena che risplende come un faro tra l’Isola di Sansego (Susak)  e l’Isola di Lussino.

Si vede una luce sulla cima del Televrina, il monte più alto dell’Isola di Cherso (vi consiglio vivamente, se vi piace camminare, di raggiungere la sua cima partendo magari da Ossero o Sv. Jakob… panorama mozzafiato e bellissimo sentiero…).

Uso la lucetta del Televrina come riferimento per attraversare il passaggio tra Unjie e le Shrakane, un pò alla volta viriamo verso N… e compaiono, in lontananza, un sacco di luci. Un paese? Strano, la cittadina di Unjie è sull’altro lato… non capisco che cosa siano.

La stanchezza si fa sentire… sia per me che per mio papà è la prima vera notturna con la nostra barca…  il mare qua si fa sentire di più, non siamo più riparati dall’Isola…. abbiamo la bora difronte… solo motore.

Ci avviciniamo sempre di più alle luci…. e capiamo finalmente cosa sono: barche! Le barche ormeggiate a Marakol!! Certo che di notte tutto assume un aspetto diverso…

Alle 23.10 siamo all’ancora a Marakol. Non ci azzardiamo a cercare un gavitello… troppo casino…. fare slalom di notte tra le barche con la stanchezza adosso non sarebbe intelligente…. all’ancora, al riparo dalla bora e dalle onde…. e il sonno prende presto il sopravvento (aiutato anche da un abbondante piatto di pasta).

Buona notte!

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Da Sistiana (Trieste) a Cittanova (Novigrad)

agosto 3rd, 2009

Prima tappa del viaggio in Croazia con il BeachComber, finalmente in mare dopo due anni e passa di lavori vari… speriamo che tutto sia a posto! :-)

La prima settimana di viaggio la farò in compagnia di mio papà, indispensabile aiuto per il completamento dei lavori: altrimenti mi sa che la barca sarebbe ancora in canale…

Nota su mio papà: si è fatto il mazzo per i lavori sulla barca.. ma è andato a vela una volta sola, tre anni fa, quando l’abbiamo portata da Lignano a Trieste… cinque giorni in barca di fila… chissà come andrà!

La destinazione della prima settimana è Punat (Isola di Veglia, Krk) : qui ci raggiungeranno mio fratello e mia mamma e passeremo qualche giorno in famiglia…

Poi, cambio di equipaggio: Marco e Fabio arriveranno con la corriera da Trieste a Veglia e con loro un altra settimana di viaggio, verso “sud”: Isola di Isto, Molat, Incoronate…

Fabio, dopo una settimana se non ci sono imprevisti,  scenderà a terra per tornare a Trieste, io e Marco (salvo soliti imprevisti) continueremo… e vediamo fino a dove…!

Prima tappa: dall’amata baia di Sistiana (amata perchè qui ho trascorso le mie estati fin da piccolo, visto che mia nonna ci abita…. suo malgrado, visto che ha dovuto lasciare Pirano alla fine della guerra..) a, teoricamente, Rovigno.

L’idea iniziale era partire alla domenica sera, arrivare alla prima dogana utile alla mattina presto e fare una fantastica tirata magari fino all’Isola di Unije… ma non è andata così….. Partiamo di lunedì, tardissimo: alle 10.20!

Vento ovviamente contrario, da Sud, e onde. Motore, un pò di randa e autopilota. Puntiamo a Punta Punta Salvore, che indica la fine delle acque slovene e l’inizio di quelle croate.

Al largo di Pirano (13.45) l’autopilota a barra della Raymarine cede… e questo per me è un problema… l’autopilota fa comodo, non solo nelle uscite solitarie…. vabbè, infondo una volta si navigava senza…. faremo turni! :-)

Il mare si “tranquillizza” e arriviamo a Cittanova alle 18.00. Qui solite operazioni doganali.

Cittanova, anni fa, è stata la prima tappa del viaggetto in Croazia con il Perla, la mia prima barca, un Alpa 7 : arrivare a Cittanova con Marco quella volta mi è sembrata una vera avventura… con il BeachComber la situazione è sicuramente diversa… 8.50 m contro i 7 m “stretti” del Perla…. e un 18cv entrobordo rispetto ad un misero fuoribordo che salta ad ogni onda… altra storia!

I gavitelli difronte alla zona balneare/ristorantini sono tutti occupati, ne prendiamo uno nei pressi del marina… è tardi e nessuno ci chiede le kune per il posto. Meglio.

Gonfiamo il tender, sbarchiamo e passeggiata lungo il Marina ACI di Novigrad: gran bel marina…. grande, pieno di barconi…. ma volete mettere con un bel, economico, gavitello? :-)

Cena in paese e  poi a nanna: appena arriviamo, remando, al BeachComber, scoppia un bel temporale, con pioggia fitta… giusto in tempo!

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Puerto Vallarta

marzo 21st, 2009

Finalmente, dopo le infinite ore di corriera, sono arrivato alla destinazione finale del viaggio, Puerto Vallarta, nello stato del Jalisco.

Perchè Puerto Vallarta? Beh, perchè qui ci abita e lavora l’amica Virna, quindi perchè non scroccare qualche notte in appartamento, visto che “money don’t grow on amoney tree…” (parafrasando una canzone dei Alan Parson Project, Money Talks).

Quindi, povera Virna (..e povere coinquiline…) mi sopporterai fino alla partenza per Trieste… ;-)

Puerto Vallarta è una cittadina turistica in veloce espansione sul Pacifico, nella Baia di Banderas. Non è sicuramente come Cancun: non è un progetto turistico pianificato di sana pianta, ma la “naturale” espansione turistica di quella che fu una tranquilla cittadina di mare, con tanto di “città vecchia” e vari quartieri.

Subito dopo il recupero di Virna al terminal dei BUS, ci dirigiamo nel suo appartamentino in affitto, che condivide con..

Lungo la strada, trafficata e caotica come buona parte delle città messicane con un gran numero di abitanti, si capisce subito che Puerto Vallarta, nei prossimi anni, subirà una profonda mutazioni: grandi palazzi sono in costruzione, palazzi da adibire ad hotel o come residence…. walmart, soriana (altri centri commerciali), macdonalds, starbuks, tacos-in e tutti i classici brand americani fanno da cornice al traffico cittadino.

Non è sicuramente una città tranquilla come Puerto Escondido o Mazunte… ma nemmeno il caos allucinante di Acapulco o “l’artificialità” di Cancun: probabilmente è una buona “via di mezzo” per chi cerca una città moderna e vibrante in cui abitare o soggiornare, città dotata di molte possibilità di divertimento e di numerose spiagge (con un mare quasi sempre mosso, comunque… non come una Acapulco, ma cmq generalmente non tranquillo).

Vediamo cosa riserverà questa vacanza a Puerto Vallarta…. ma prima, magiamoci qualche tacos, con delle tortillas fatte a mano… ci vuole, dopo 20 e passa ore di corriera! :-)

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Bye bye Puerto Escondido!

marzo 11th, 2009

Aggiornamento velocissimo da Puerto Escondido….

Sono qui da due giorni: bel posticino, pensavo fosse moooolto piu’ turistico invece e’ una cittadina tranquilla, con negozietti e quant’altro, senza hotel particolarmente “eccessivi”, come cancun, playa del carmen o isla muyeres…. meglio cos¡!

Cittadina nota per il surf… vi assicuro che le onde non sono da poco!

Domani bus per Acapulco (8 ore) e da qui altro bus per Puerto Vallarta (una decina e passa di ore…)… sara’ luuuuunga!

Hasta luego!

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Puerto Escondido

marzo 9th, 2009

Saluti da Puerto Escondido!

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Mazunte

marzo 6th, 2009

A Oaxaca, durante l’escursione a Monte Alban, la bella Isabella, mi ha consigliato di aggiungere la cittadina di Mazunte nel mio itinerario. E come non fidarsi di una bella spagnola, eh? Fidiamoci di una donna, per una volta… :-)

Per arrivare a Mazunte da Oaxaca bisogna prendere un bus che porti nella cittadina di Pochutla (undici ore) e da qui un taxi o un combi che porti a Mazunte.

La strada è un susseguirsi continuo di curve: ma ho fatto bene a viaggiare di giorno… il paesaggio non è male… montuoso e brullo, con enormi cactus (“organ pipe”, parenti del saguaro, ma più ramificati) e coltivazioni di agave per ricavare il mezcal. Qualche torrentello rompe l’apparente monotonia del paesaggio, che, personalmente, trovo ricco di fascino.

A Pochutla arrivo al tramonto: qui prendo il primo taxi che, per ciento pesos, mi porta velocemente a Mazunte (20 minuti.. il tipo corre da paura… ) con, come colonna sonora, delle canzoni di Madonna.

E’ buio e sono stanco: prendo la prima cabagna che trovo… una bella merda (solita finezza…): è una stanzetta sporca, piccola, con delle tristi pareti di cemento puro, senza nessun abbellimento…. il bagno.. beh… lasciamo perdere…. ok, per oggi va bene, ma domani si cambia!Ma per 130 pesos…. non lamentiamoci, ok? :-)

Dopo una doccia veloce entro nel primo locale che trovo.. una pizzeria! ok, proviamo… facciamoci sta pizza in mexico, che mi manca… ordino una hawaiana (…sono uno di quelli a cui l’abbinamento pizza-ananas fa un certo ribrezzo…)….

Intanto che aspetto la pizzotta faccio conoscenza con un simpatico gruppo di giovani viaggiatori: una bella australiana, due alemanni e un californiano. Età media: 23 anni. Ok, mi sento sempre più vecchio. Si parla del mio viaggio e del loro…. gli dico che ho scoperto l’esistenza di Mazunte grazie ad una ragazza spagnola di Barcellona…. uno dei due alemanni ha un sussulto…

- “Do you remember her name???”

- “No, sorry… but she was very original… flowers tatoo… piercing, long hair…”

- “Isabella!”

Insomma, da quanto ho capito, il ragazzetto ha avuto una storiella con la bella spagnola…. piccolo il mondo, eh! :-)

La serata prosegue in un baretto a bere qualche “indio” (birra messicana) in compagnia.. ma dopo un pò il sonno arriva… baci a tutti… e buona notte!

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Adios, Oaxaca!

marzo 5th, 2009

Mentre guardo “Puerto Escondido” (di Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono e Claudio Bisio), vedo di aggiornare un pò il blog, usando la wireless dell’hotel Maela, dove ho soggiornato in questi tre giorni.

Questa sera  ho fatto il “casalingo”: non avevo freschezza di girare per lo zocalo di Oaxaca…. per “cena” ho divorato una super-papaya che mi ha lasciato la coppia di siciliani incontrati il giorno del mio arrivo… gentilissimi e la papaya, fantastica! Sia chiaro: il sapore della frutta qui è completamente diverso da quello di quella che ci propongono nei nostri supermercati….

Tre giorni sinceramente mi sono bastati: anche oggi ho fatto il consueto giro per la città e, dopo aver respirato lo smog del traffico a sufficenza, decido di prendere il biglietto per Puerto Escondido/Mazunte.

Già, non avevo ancora deciso… vado a Puerto Escondido o a Mazunte? Mi sa che adesso ho deciso: Mazunte.

Mazunte è una tranquilla e, spero, quasi-incontaminata dal turismo di massa, località sulla costa dello stato di Oaxaca, costa che si affaccia sul Pacifico.

Diversi viaggiatori mi han consigliato di andare qua, invece che a Puerto Escondido o, peggio ancora, Acapulco.

Domani bus alle 9.30 e solita decina di ore in corriera…. va bè, non saranno di sicuro le ultime in questo viaggio…. leggerò avanti il libro della Klein…

Hasta Luego!

ps: nemmeno oggi ho mangiato le cavallette fritte al mercato…. dicono che, chi le mangia, tornerà sicuramente a Oaxaca… vabbè, non ci tornerò…

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Monte Alban

marzo 4th, 2009

Tour guidato a Monte Alban.

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