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Da Skradin a Sebenico

agosto 18th, 2009

Lasciamo il fiume Krka e torniamo a Sebenico, dove lasciamo Fabio, che se ne torna a Trieste.

Bisogna trovare un meccanico:  un benzinaio ci suggerisce di andare al Marina Mandalina, situato in una baia vicina.

Entriamo in marina: il meccanico sarà disponibile domani.. Accidenti, notte in marina…. costa! :-(

Corsa serale di 16 km a Sebenico: traffico, ma anche bellissimi scorci sulla città vecchia.

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Il fiume Krka

agosto 17th, 2009

Lasciamo Sebenico e risaliamo il fiume Krka, fino a Skradin, dove si trova l’ingresso del parco nazionale. Bellissimo posto!

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Da Ravni Zakan a Sebenico (Sibenik)

agosto 16th, 2009

Sveglia alle 6.00, e dopo la consueta colazione a base di caffè (per me), tè (Marco e Fabio) e Nutella (tutti…) accendiamo il motore (dopo aver aggiunto olio al premistoppa…) e facciamo rotta per Sebenico.

Il mare è tranquillo e non c’è un alito di vento: io mi isolo in cabina, a scrivere il diario di viaggio, sistemare le foto, leggere.. mentre fabio porta la barca verso la prima meta della giornata, l’isolotto di Kaprije, godendosi il silenzio… e il borbottio dello Yanmar.

Kaprije è un bel paesotto: nella baia ci sono diversi gavitelli, alcuni localini e diverse casette tenute bene rendono l’atmosfera più piacevole. Appena scesi un vecchio del luogo, per 10 kune, ci vende diversi fichi, di quelli neri, I più saporiti, che io e Marco divoriamo in pochi minuti… Il vecchio, dopo aver visto la mia macchina fotografica, ci consiglia, se vogliamo far delle belle foto, di salire sulla cima della collina: da là si godrebbe di una fantastica vista, sulle isole circostanti… e Sebenico.

Seguiamo il suo consiglio e, tra sterpi, sassi, alberi di ulivo, salvia e arbusti di viario genere, arriviamo sulla cima: la vista è veramente bella, si vede anche la prossima meta… Sebenico!

Il vento, un bel maestrale, si è alzato e da Kaprje a Sebenico arriviamo a vela…. un bel lasco, con punte di 6,4 kn…. il lasco si trasforma poi in un poppa piena, solo randa… si potrebbe entrare nel canale che separe Sebenico dal mare solo con la vela… ma meglio evitar casini.. giù la randa e accendiamo il motore….

Passiamo il canale e arriviamo, finalmente (finalmente perchè ero curioso di visitare questa città) a Sebenico.

Sebenico risulta essere una vera e propria città: la bella città vecchia è circondata da una vera e propria città… sulla sinistra un impianto industriale, con cumuli di carbone (e proseguendo il Krka…), poi la città vecchia, con le sue belle viuzze, con I suoi bei palazzi… poi il resto della città, “moderna”, con traffico e palazzoni non proprio bellissimi da vedere…

Troviamo posto in banchina, nel centro città (160 Kn, 20 Kn a metro), in mezzo ad altri barconi: il BeachComber risulta essere sempre la barca più piccola…

Iniziamo il consueto tour della città… saliamo sul castello di Sv. Mihol, da cui si gode della vista sulla città e le zone circostanti…. diverse viuzze non sono proprio pulitissime, con insegne luminose che turbano l’antichità del luogo… è un centro storico che potrebbe dare molto di più ma che, purtroppo, non è tenuto (secondo me) nel migliore dei modi…

Ceniamo in un ristorante, uno dei tanti, poi altro giro e a nanna…. domani si risale il Krka!!!

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Da Telascica a Ravni Zakan

agosto 15th, 2009

Per iniziare bene la mattina, cerco di sistemare il wc del BeachComber, che risulta “otturato” già da Punat… evidentemente qualcuno ha mangiato pesante o ha usato carta igenica in abbondanza…. :-(

L’operazione (come potete immaginarvi…) non è delle più piacevoli… ingegnandomi come solo Mac Gyver potrebbe, cerco di liberare Il tubo di fuoriuscita dello scarico… smonto lo stantuffo… niente, non si riesce a sistemare…. fanculo il cesso…. lavoro di merda…. (letteralmente)…. sistemerò a Trieste o in altri posti… infondo, diciamoci la verità, per noi maschietti il wc è un problema facilmente risolvibile… ma le femminucce… eh, no, se non c’è un bel wc, niente da fare, problemi!!!! Donne, poh! :-)

Lasciamo il gavitello di Telascica e facciamo rotta in posti nuovi… località che non ho mai visitato prima… inizia il vero e proprio viaggio! Le Incoronate, Sebenico, il Krka…. e, forse, Trogir, Spalato, Hvar… Ragusa! Inutile lavorare troppo di fantasia… che gli imprevisti sono sempre in agguato…

Passando tra isolette varie facciamo sosta, all’ancora, nella bella baia di Levrnaka, una delle tante isolette dell’arcipelago delle Incoronate.

Il mare è fantastico e il fondale ricco di poseidonia, spugne, pesci di vario genere…. non male!

Saliamo sulla “cima” dell’isolotto… da qui la vista spazia a 360 gradi sulle isole circostanti.. non male… ogni baietta sembra la più bella… ma son tutte belle… bisognerebbe passare un estate solamente a girar tra un isola e l’altra… delle Incoronate, intendo!

Lasciamo Levrnaca e passiamo all’esterno delle imponenti scogliere dell’Isola di Mana. Qui, una volta, si avvistava la foca monaca… altri tempi che, temo, non torneranno più….

Tocchiamo Piskera e diamo, giusto per curiosità, una rapida occhiata al marina… tanto per sapere com’è, poi entriamo nella baia di Lavsa… gavitelli pieni, acqua non limpidissima… troppo casino… cerchiamo un altro posto… finiamo, alle 20.30, all’ancora a Ravni Zakan: bellissima baia, diverse barche all’ancora… ma bel ancoraggio!!

… oggi è ferragosto… auguri nonna C.!

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Da Sali a Telascica

agosto 14th, 2009

Alla mattina ci svegliano tutti di buonora: Fabio si fa il suo giretto per il paese, io mi faccio una bella corsa fino a Zaglav, passando prima per un sentiero lungo la costa e poi per la strada che porta a Sali (tot 1 km) e Marco cazzeggiando in barca.

Il tempo è incerto: dei nuvoloni minacciosi iniziano ad arrivare sulla cittadina… il vento inizia a soffiare con punte di 25 nodi, diverse barche cercano rifugio nel porticciolo del paese. Fuori, all’esterno del molo di protezione, si vedono creste bianche… non è il caso di uscire… meglio aspettare che il tempo migliori.

Approfitto di questa pausa forzata per sentire il meccanico che, un anno fa, mi ha sistemato l’asse dell’elica e il premistoppa, cambiando tutto il sistema: prima la baderna era ingrassata adesso funziona ad olio….. cioè, dovrebbe funzionare, visto che l’olio in pochi minuti finisce nella sentina….

Gli spiego il pro blema, ma non mi è granchè d’aiuto: andate più a vela possibile…. eh eh…grazie, e se avevo un motoscafo… a remi dovevo andare?? Aggiungerò un pò d’olio ogni tanto, durante gli spostamenti a motore, e vediamo se la situazione peggiora o meno… poi si deciderà….

Dopo il solito acquisto di pomodori, pane e bevande varie lasciamo il comodo ormeggio di Sali per la baia di Telascica, visitata due anni prima… a piedi, partendo da Sali.

Man mano che ci avviciniamo alle isole nei pressi del canale di Mala Proversa, uno dei punti di accesso per il parco di Telascica, il paesaggio cambia: belle isole basse, con pochissima vegetazione che chissà come riesce a crescere con queste condizioni climatiche…

Attreversiamo lo stretto canale di accesso e, in breve tempo, siamo ormeggiati ad uno dei numerosi gavitelli del parco (da Sali ai gavitelli 7,5 Mg) : il biglietto costa 60Kn a testa.

Bagno veloce, tender gonfio e scendiamo a terra, verso il lago salato Mir.

E’ strano vedere questo lago, di acqua salata proveniente dal mare distante poche decine di metri, circondato da pini… sembra un lago delle Dolomiti….. ma la splendida scogliera ed il mare profondo di un blu intenso fanno tornare alla realtà: siamo, finalmente, all’inizio dell’arcipelago delle Incoronate….

Le scogliere a picco sul mare, chiamate “corone”, sono uno spettacolo unico… ci si sporge più possibile per ammirare il panorama sottostante…. ma con I piedi ben saldi per terra…

Dopo la consueta “pausa birretta” in uno dei ristorantini presenti prima del lago salato, torniamo dal BeachComber, dove prepariamo la consueta “cenona” con gli ingredienti freschi comprati in mattinata a Sali.

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Da Pantera a Sali.

agosto 13th, 2009

Lasciamo il gavitello alle 7.00: vogliamo raggiungere, a piedi, la spiaggia di Sakarun, indicata in diverse guide come una delle più belle spiagge della zona. Ancoriamo il BeachComber a Soline, scendiamo a terra e raggiungiamo, dopo una decina di minuti, la baietta di Sakarun.

E’ un posto che vale sicuramente la pena di vedere: acqua limpida, con un fondale sabbioso. La spiaggia è di ciotoli e sabbietta…. delle boette delimitano la zona di balneazione.. diverse barche sono ancorate difronte la baia… bello!!!

Controllo, dopo aver lasciato Soline, la sentina: è piena di acqua: da dove arriva?

Penso alla plancetta di poppa, uno dei tanti lavori che abbiamo fatto questo anno… magari ci sono delle infiltrazioni…. con una torcia dò uno sguardo nel vano motore (con la barca in movimento) e, altro che plancetta: dal premistoppa (il giunto che collega il motore all’asse di trasmissione dell’elica) schizzano, continuamente, delle goccie d’acqua… che, bagnano il motore e tutto quello che sta attorno, per finire, poi, in sentina…

Controllo l’olio nel piccolo serbatoio del circuito del premistoppa: non c’è…. lo aggiungo e questo, in breve tempo, sgocciola via dalla guarnizione di gomma, stretta con tre fascette metalliche, del giunto.. mi sa che conviene usare la vela il più possibile (come deve essere, d’altronte) e a Sali cercherò un meccanico o sentirò quello che mi aveva, in precedenza, “sistemato” l’asse…. speriamo bene…

Un bel vento da Sud di 10 Kn ci permettere di percorrere in poche ore tutta l’Isola Lunga (Dugi Otok) fino a Zaglav, dove facciamo gasolio.

Anni prima, percorrendo quest’isola più sottocosta, eravamo rimasti colpita dalla presenza di numerosi bunker accessibili sul mare… questa volta tiriamo dritti, aiutati dal vento.

A Zaglav, piccolo paese poco distante da Sali, c’è uno dei pochi benzinai di tutta la zona…. c’è una fila di barche che aspetta di far gasolio…. la benzina è finita, per la gioia di gommoni e motoscafi…. facciamo 13 litri di gasolio e prendo altro olio per il premistoppa/baderna…. meglio averne una riserva abbondante….

Nel tardo pomeriggio (17.30) arriviamo a Sali, dove troviamo un comodo posto in banchina, con corrente e acqua (che usiamo subito per riempire subito I due serbatoi da 40 litri l’uno della barca).

La cittadina di Sali è tranquilla, ma ha quel che serve: qualche market, mercatino con la frutta, soliti negozietti per turisti, la capitaneria, la posta, l’ufficio turistico con internet… La serata passa tranquilla in paese, bevendo un paio di moiti e ascoltando le musiche proposte da un gruppo live, I “fang”, che iniziano a suonare sul palco allestito sul moletto…

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Da Ulbo (Olib) a Baia Pantera (Isola Lunga / Dugi Otok).

agosto 12th, 2009

Poco prima delle 8.00 lasciamo il gavitello di Ulbo (Olib): ma non prima di una buona colazione e di un paio di bracciate nelle acque limpide della baietta che ci ha ospitato per la notte.

Puntiamo Selve (Silba) che dista poche miglia da Ulbo: anche qui diversi gavitelli.. ne troviamo uno e scendiamo in paese. Cittadina tranquilla, con qualche bar, ristoranti, due porticcioli sui due lati dell’isola e di una particolare torre d”osservazione, da cui si gode di una vista a 360 gradi.

Lasciamo Selve e puntiamo verso l’Isola di Isto (Ist), Qui ci siamo stati, io e Marco, tre estati prima, sempre con il BeachComber. E’ un isola che mi ha colpito positivamente: vorrei ripetere l’escursione sulla cima della montagnetta, da cui si gode di una fantastica vista su tutte le isole circostanti…

Prima di arrivare a Isto facciamo una sosta nella baia di fronte a Zamputello: acqua molto limpida, bel posto….

La baia di Isto è piena di barche….. troppo casino…. a malinquore rinunciamo scendere a terra…. aiutati da un bel vento in poppa facciamo un lasco di 5 Kn che ci porta a Punte Bianche (Veli Rat), nella baia di Pantera. Qui gavitelli non mancano….

Dopo una “epica remata” raggiungiamo una sorta di spiaggetta, coperta da cumuli di poseidonia oceanica. Da qui raggiungiamo il faro di Veli Rat: vorremmo salirci… ma è a pagamento e non abbiamo dietro kune…. niente faro!

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Da Arbe (Rab) a Olib (Ulbo)

agosto 11th, 2009

Con un meteo incerto lasciamo la bella Arbe (9.30) con rotta verso Novalja (Isola di Pago).

Tra “corso vela” e “bagnetto al traino” arriviamo a Novalja alle 15.00. Solito rito del “..dove ormeggiamo??”. Troviamo dei gavitelli…. chiedo a dei ragazzi, su un motoscafo, se si può mettere qui la barca… è a pagamento.. ok, perfetto…. ma dopo l’esperienza ad Arbe sono più cauto e, a riva, cercherò “l’uomo addetto ai gavitelli”.

Novalja è piena di turisti, molti italiani…. troppi… facciamo una bella spesa, controlliamo il meteo in capitaneria, prendiamo un pò di opuscoli nell’ufficio turistico, capuccino con dolcetto….. e poi torniamo al gavitello…. trovo l’uomo dei gavitelli… gli chiedo se possiamo lasciare lì la barca…. “No, tutti prenotati….”… ok, via da Novalja…. rotta per Ulbo (Olib) dove, sull’indispensabile 777, trovo l’indicazione della presenza di numerosi gavitelli e di un porticciolo attrezzato.

Arriva, finalmente, un pò di vento da Sud: arriviamo a Olib alle 20.45, dopo una bella bolina a 5 kn con il genoa e la randa illluminati dalla luce rossa del tramonto….

Troviamo un gavitello libero…. dopo una buona cena abbondante a base di fusilli/pomodoro/tonno/olive/mozzarella gonfiamo il tender e scendiamo a terra, per visitare il piccolo abitato di Ulbo (Olib). In realtà la cittadina è meno piccola di quel che sembra… ci sono diversi ristorantini e bar, frequentati da diversi equipaggi…. veniamo colpiti dalla presenza di numerosi giovani inglesi (americani?), e, soprattutto, da un gruppetto di quattro fanciulle…. che rimarranno impresse nella nostra memoria (.. e in quella della macchina digitale, ovviamente!).

Il porticciolo di Ulbo, sul lato aperto al mare, risulta dannatamente scomodo: tutte le barche ormeggiate saltellano pericolosamente,… preferisco il gavitello!

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Da Grgur ad Arbe (Rab)

agosto 10th, 2009

Dopo una abbandontante colazione a base di caffè, tè, fette biscottate e biscotti inzuppati di Nutella facciamo rotta verso Lopar con, in mezzo, una sosta a Goli Otok.

L’Isola di Goli Otok gode di una sinistra fama: è considerato, fino al 1989, come il più famigerato campo di internamento degli oppositori del regime comunista. Trovarono la morte qui anche diversi italiani.

Ormeggiamo il BeachComber nei pressi di un comodo molo di pietra, con un fondale di diversi metri, ed iniziamo un escursione che durerà dalle 9.00 fino a mezzogiorno… è un posto che ci prende, cerchiamo di immaginare quello che provavano I condannati internati in questa isola battuta dalla bora e dal sole.

Le strutture sono abbandonate, alcune usate dalle pecore come rifugio…. Goli meriterebbe un pò più di rispetto, ma credo che la tendenza sia quella di dimenticare….

Lasciamo Goli e puntiamo a Lopar, sull’Isola di Arbe (Rab) : pedalò, motoscafi, scivoli… troppo casino.. non ci fermiamo e continuamo lungo la costa orientale di Arbe, fino allo stretto difronte a Jablanac in cui, immagino, la Bora in certe giornate deve scatenarsi….

Questo tratto di costa è terribilmente affascinante: la costa è alta, a strapiombo….. alcuni lunghi muretti di pietra, costruiti chissà quando e chissà da chi, percorrono longitudinalmente e traversalmente I scoscesi pendii rocciosi…

Arriva un pò di vento da Sud: è ora di usare un pò di vele… siamo qui per questo, no? L’equipaggio deve riprendere un pò di dimestichezza con virate, stambate, filetti, poggia, orza…. e inizia l’incubo dei filetti…

“Marco, cazzo, non te vedi che el filetto dentro se movi de paura! Quindi, costega de far, eh???… Noooo… non orzar, poggia cazzo, poggiaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!! “…. Dopo qualche giorno I filetti non avranno più segreti per Marco e Fabio, eh! :-)

Passiamo lo stretto facendo qualche bel bordo di bolina (Marco, speta che el fiocco fazzi panza prima de mollar, eh!) e schivando I traghetti che collegano Arbe alla terraferma.

Il lato occidentale di Arbe è sensibilmente diverso: non più scogliere e sassi bianchi… più “dolce”, con più vegetazione, spiaggette e bagnanti. Ci infiliamo ben presto nello stretto tra l’isola di Dolfin e Arbe.

Arriviamo in paese alle 17.00…. il marina è pieno… ci dicono di andare alle boe infondo il paese… sistemiamo il BeachComber con un ormeggio che dire provvisorio è poco….. Boa con doppia tirella… cerco qualcuno a cui chiedere istruzioni, se possiamo metterci qui o meno…. chiedo in marina, in capitaneria (dove guardiamo il meteo e dove faccio aggiungere Marco e Fabio alla crewlist, operazione che doveva essere fatta prima… ehm….), all’uomo del parcheggio… niente… dopo un paio d’ore e un rapido giro del centro storico ritorniamo alla barca e qui trovo una coppia di italiani… un pò incazzata… gli abbiamo praticamente fregato l’ormeggio… azz….. mi scuso, racconto la trafila cha abbiamo fatto per capire se potevamo metterci lì o meno…. ci dicono che siamo stati fortunati perchè, altre volte, è successo che le cime sono state direttamente tagliate, lasciando le barche in bando….

Mi scuso ancora e lasciamo la malefica boa: errore mio, non ricapiterà…

Usciamo dal porticciolo di Arbe, ammiriamo nuovamente I suoi quattro campanili e ancoriamo in rada nei pressi dell’abitato di Palit.

Il meteo è incerto: dei lampi in lontananza ci fanno desistere di scendere a terra con il tender…. non vorrei che arrivasse uno stratempo con il BeachComber all’ancora, magari quando noi siamo dall’altra parte del paese…. e poi la stanchezza, inesorabile, arriva….

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Da Punat (Isola di Veglia, Krk) all’isola di Grgur

agosto 9th, 2009

Cambio equipaggio: arrivano da Trieste in corriera gli amici Marco e Fabio. Marco rimarrà con me per tutta la parte del viaggio, mentre Fabio per poco più di una settimana.

Dopo un lauto pranzo lasciamo il comodo marina di Punat (16.40) con rotta verso Lopar, nota località turistica dell’Isola di Arbe (Rab).

Alla mattina, prima della partenza, la bora si faceva sentire… adesso, invece, calma piatta… e questo va bene, così I nuovi membri dell’equipaggio hanno più tempo di adattarsi al mare e al BeachComber… e al suo capitano, ovviamente! :-)

Lasciamo a sinistra la costa tra Veglia, Punat e Stara Baska, costa che offre numerose belle spiagge, accessibili sopratutto a gommoni e motoscafi. Ad un certo punto, interrompendo la monotonia della navigazione a motore, compaiono I delfini… una decina!

Un paio di questi iniziano a fare le loro evoluzioni sotto la barca…. ho avuto il piacere di vederli decine di volte… dalle prime gite in gommone a quando facevo canotaggio… ma ogni volta l’emozione è la stessa. Vederli sotto la prua che rifilano lo scafo del BeachComber emettendo I loro fischi è sempre emozionante. Diverse barche assistono allo spettacolo, poi I delfini si allontanano e noi continuamo verso l’isolotto di Grgur.

Grgur: trovo una foto della sua baia nel Garmin… sembra un posto interessante…. proviamo a fermarci? L’equipaggio è d’accordo e ci ancoriamo difronte ai resti di quella che fino al 1988 era una prigione, in cui venivano internati dissidenti ed oppositori del regime comunista.

Mentre Marco da fondo all’ancora mi accorgo che, sulla costa, ci sono divesi daini che ci osservano… stupendo! In breve tempo gonfiamo l’indispensabile tender e scendiamo a terra…. gli avviciniamo… sono intimoriti dalla nostra presenza, ma non troppo, evidentemente… dopo un pò riesco ad avvicinarli sempre di più e ad uno offro anche un craker dalla mano…. buon appetito!

La serata passa tranquilla, sotto un celo pieno di stelle che a Trieste (o in qualsiasi altra città…) ci sogniamo di vedere. Notte!

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