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Orienteering

gennaio 10th, 2010

Complice l’amica Valentina trascorro una domenica mattina diversa partecipando ad una gara di Orienteering a Trieste nei pressi di Gropada (Trieste), tranquillo e tipico paesotto situato nel verde del Carso Triestino.

La gara è organizzata dalla sezione orieenteering dell’Associazione Sportiva Gaia ( http://www.origaja.it/ ), sul cui sito web potete trovare informazioni sulle varie gare di orieenteering organizzate da questa associazione e di altre gare.

Alla gara è possibile iscriversi come singoli o come gruppi: Io, Valentina e Roberta facciamo gruppo…. speriamo di non perderci per i boschi!

Le regole sono, tuttosommato semplici:

  • Al momento della partenza (scaglionata), viene consegnata una “mappa di orientamento” con indicati una serie di punti da raggiungere con un certo ordine.
  • Ogni punto rappresenta una “lanterna” : la lanterna altro non è un punto di controllo le cui facce misurano 30×30 le cui facce sono divise a metà sulla diagonale, formando due triagololi. Uno colorato di bianco e uno di arancione (vedi foto). Ogni lanterna ha una punzonatrice (il cui segno identifica univocamente ogni punto di controllo) che gli atleti utilizzeranno per segnare i vari punti di passaggio.
  • Gli atleti, usando l’indispensabile bussola (ce ne sono di bussole fatte apposta per l’orienteering, si possono fissare su un dito con del velcro… ma non sono belle come la lucente bussola fermacarte che aveva Vale, eh!!!!!!!) e la mappa cercano di raggiungere i vari punti indicati sul percorso.
  • Il numero di punti da raggiungere dipende dal tipo di cara: corta,media, lunga… Noi facciamo la corta: 10 punti.
  • Vince chi arriva prima! :-)

Spero di non aver scritto castronate… ma il succo è questo! :-)

La “mappa di orientamento” non è la classica mappa topografica, è qualcosa di diverso utilizzata nelle gare di orieteering/orientamento.

Da Wikipedia apprendo che: Le carte da orientamento hanno una scala ben precisa (che dipende dalla distanza di gara: sprint, media o lunga e dalla categoria di età): solitamente è 1:10.000 , però si utilizza la scala 1:5000 per le gare sprint e nelle categorie maggiori la scala 1:15000 per le gare di lunga distanza, nei centri urbani la scala può essere 1:7500 o 1:5000 indipendentemente dalla lunghezza della gara, con le scale più piccole i dettagli sulla carta sono stampati più grandi e le carte sono più leggibili.

Mappa di Orientamento  orienteering

La differenza fra carte topografiche e carte da orientamento sta nella simbologia: le carte da orientamento sono convenzionalmente uguali in tutto il mondo, in modo che anche gli atleti che si recano all’estero per praticare lo sport orientamento possono leggere la carta. Altra differenza sostanziale è il fatto che sono del tutto assenti i nomi delle vie. Il bravo orientista dovrà cavarsela senza questo aiuto.

Simbologia mappa orientamento

Torniamo all gara… :-)

Partiamo, muniti di pettorale, intorno alle 11.00 : la prima cosa da fare è trovare la prima lanterna… poi (teoricamente) tutto dovrebbe diventare più facile, in quanto si riesce ad avere un punto di riferimento. Ok.. si va di là… camminando/corricchiando troviamo il punto di controllo… prima punzonatura! :-)

La zona della gara , i dintorni di Gropada, è senz’altro piacevole:  una mattinata di sole, l’aria pura del carso, piacevole compagnia.. non male! :-)

La strategia è semplice: Vale e  Roberta studiano la mappa… poi mi danno la direzione… e io parto di corsa (..avete presente quando lanciate ad un cane la pallina?? Ecco.. mi manca solo la lingua fuori…!) a caccia della lanterna…. :-)

Velocemente troviamo gli altri punti di controllo: una lanterna vicino ad un “grosso albero”, un altra alla “fine del muretto” ecc…. rapidamente completiamo tutti i dieci punti, in circa 18 minuti! Veloci! :-)

Tagliamo il traguardo e ci chiediamo come siamo arrivati… i gruppi iscritti sono 8, mmm… speriamo bene!

Vengono appese le classifiche: siamo secondi! Come prima gara non è male… e già si pensa alla seconda! :-)

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Kojnik

gennaio 3rd, 2010

Finalmente una giornata di sole dopo innumerevoli giornate di pioggia, pioggia, pioggia…!!!!

La giornata è veramente bella aria tersa e fredda…. mi trovo con la Valentina alle 9.00….. destinazione Slovenia, monte Kojnik! :-)

Il Kojnik (802 m) è una scoperta recente, qualche mese fa: diverse volte ammiravo  i suoi pendii erbosi dal Taiano chiedendomi come arrivarci… poi, finalmente, complici Andrea e Fabio… andiamoci!

Quella volta c’era l’incognita del sentiero, il cui punto di inizio si trova a Podgorje, nei pressi di un grosso parcheggio utilizzato dai vari gitanti che, di solito, vanno sul più famoso e frequentato monte Taiano (1.028). Perchè tutti vanno sul Taiano? Beh, mi sa che, oltre che per il bel panorama, è sicuramente merito del rifugio situato sotto la cima, dove si può mangiare e bere comodamente, al caldo.. :-)

Raggiungiamo Podgorje passando per l’ex-valico nei pressi del castello di San Servolo (Socerb), poi si seguono le indicazioni per Podgorje.  Un alternativa è fare il giro per Pesek – Kozina. A voi la scelta!

Un cartello in legno, situato nei pressi della strada asfaltata vicino al parcheggio, indica la direzione da prendere per il Kojnik: ma, visto che è ben visibile, è difficile sbagliare strada. Si seguono poi i soliti segnali che, a volte, sono nascosti dalla neve.

Podgorje

Dopo poco più di un km sul piano, inizia la salita… in breve la vista si apre, a 360 gradi: da una parte il Taiano e gli altri monticelli verso la vicinissima Croazia… si vede il Nevoso e, in lontananza, il Monte Maggiore… e poi il quarnero (ma qui lavoro di fantasia, e mi torna in mente la crocera di questa estate con il BeachComber, fino a Sebenico…)… poi, verso Sud, Koper e il Golfo di Trieste…. Trieste… si vede Miramare, la baia di Sistiana… il Castello di Duino e Monfalcone… percorrendo la costa si arriva nei bassifondi malefici di Punta Sdobba (dove, anni fa, sono letteralmente naufragato con il Perla durante un temporale…), per continuare fino a Grado e alla sua laguna… e, sullo sfondo…. i monti innevati!

Taiano

Taiano

Uno sloveno che la sa lunga sulle montagne (ci racconta di aver fatto, nel ‘82, da Podgorie all’Ucka con gli sci da alpinismo in un paio di giorni), ci dà i nomi delle varie vette… si passa dal Massiccio della Marmolada, al Canin, al Triglav…. non male come vista, no?

Monte Nevoso

La salita continua fino a raggiungere la cima del Kojnik dove firmiamo il “registro della vetta”.. poi, visto che è passata solo un ora e mezza dalla partenza, proseguiamo verso un altra vetta di questa sorta di catena montuosa che, se ho capito bene, sono i monti della Vena: il Golic, situato ad un oretta dalla cima del Kojnik.

Verso la Croazia

Monti della Vena

Golfo di Trieste

Il Golfo di Trieste

Golic

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Classifiche Cavalcata Carsica

dicembre 10th, 2009

Sul sito dell A.S.D Marathon sono disponibili le classifiche della Cavalcata Carsica 2009

Un grazie ai volontari che anche quest’anno hanno preso i tempi e redatto la classifica! :-)

I podisti iscritti sono stati 81, di cui  26 ritirati.

Questi i primi dieci classificati dei podisti:

1 MASSARENTI PAOLO 4.32.40
2 RUZZIER SERGIO 4.34.08
3 BELICH MORENO 4.43.09
4 STRAIN FULVIO 4.45.06
5 PELUSI FULVIO 4.58.06
6 VIOLA ENRICO 4.59.34
7 TUL IGOR 5.15.28
8 TUNIZ ANDREA 5.17.45
9 GRION ADRIANO 5.25.44
10 ZUGNA DAVIDE 5.27.33
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Tikka 2 (correre di notte)

dicembre 10th, 2009

Per esigenze di orario sento spesso la necessità di correre nel tardo pomeriggio: il che significa, d’inverno, correre di notte, al buio.

L’alternativa sarebbe alzarsi alla mattina presto: l’ho fatto, ma poi, visto che raramente corro meno dell’ora e mezza, ne risento in stanchezza per tutto il giorno…  forse è semplicemente una questione di allenamento, ma in questo momento è così…

Un mese fa, con l’amico Diego (che da poco ha scoperto il piacere della corsa, vedi  gara “32 Cippi di Gradisca”), ho fatto un breve percorso (15 km se non ricordo male..) sulla ex-ferrovia Trieste-Erpelle: buio e nebbione… Diego aveva con xè una Tikka 2, della Petzl… piccola, leggera ma con un fascio di luce più che sufficente per il tipo di allenamento che stavamo facendo…

Per un pò di tempo mi sono chiesto se, per allenamenti su sterrato (boschi, discese e salite più meno impegnative, sentieri pieni di sassi e radici ecc…) la Tikka 2 potesse bastare. La Petzl produce varie modelli di lampade a led adatte per la corsa e per i sport all’aperto:

  • Tikka 2 (sui 20 euro)
  • Tikka Plus 2 (sui 35 euro)
  • Myo RXP (sui 74 euro)
  • Ultra Belt (sui 380 euro !!)

Quello che cambia è, generalmente:

  • Potenza del fascio luminoso
  • Durata delle batterie
  • Possibilità di mettere le batterie nello zaino/marsupio, senza aver peso sulla fronte.
  • Presenza di luci di “segnalazione” (led rosso intermittente)
  • Possibilità di allargare/restringere il fascio luminoso

Insomma, scegliere una “semplice lampada frontale” non è proprio così semplice.

Ah, ma ci sono anche quelle dei “cinesi”: meno di 10 euro e avete una fantastica lampada frontale a led… già… che magari vi pianta in asso in mezzo ad un bosco… (mi è capitato in mare… eh!).. fate voi! :-)

Ne ho provate diverse, fino a limitare la scelta alle due più economiche: la Tikka 2 e la Tikka Plus 2.

Video di presentazione della Petzl Mio XP: veramente ben fatto…

La Tikka Plus 2 è sicuramente la più completa:

  • 1 Led bianco, che illumina fino a 35 metri
  • 1 Led rosso, fisso o intermittente (utile per segnalare la vostra presenza)
  • Indicatore carica delle pile
  • 81 grammi con le pile

Sul completissimo sito della Petzl c’è un pdf con le caratteristiche di tutti i vari prodotti.

…. ma alla fine scelgo la Tikka (comprata da Decathlon, ampia scelta e possibilità di provarle): attualmente, per gli allenamenti che faccio/ho intenzione di fare nei prossimi mesi, dovrebbe bastarmi… se poi finisco in mezzo ai lupi perchè ho sbagliato strada, beh, me la son cercata… :-) E poi la sentivo più “ingombrante”, ma forse era solo una sensazione… visto che il peso è  quasi lo stesso.

Ieri ho usato finalmente la Tikka: sempre sulla Ex-Ferrovia, 15 km tranquilli di sterrato largo. Partenza con il sole, tramonto e buio… La Tikka mi è stata più che sufficente: fascio luminoso bello ampio e, alla massima potenza, più che sufficente come profondità. In ambito urbano questa sarebbe più che sufficente a farsi vedere bene (in aggiunta magari di un segnalatore intermittente da mettere posteriormente…).

… vedremo come si comporta nei boschi… :-)

E alla Tikka i geniacci del marketing della Petzl hanno anche legato un concorso video/fotografico…

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Sentiero 3 2009 (Cavalcata Carsica)

dicembre 7th, 2009

La Cavalcata Carsica è, per definizione ormai, una “gara non gara” che si tiene ogni anno lungo il sentiero 3 (o Alta Via del Carso), sentiero che attraversa tutto il Carso Triestino, lungo il confine con la Slovenia, partendo da Pese per arrivare a Jamiano, in provincia di Gorizia.

Il percorso misura 53 km: mulattiere larghe, sentieri stretti e pieni di rocce, qualche tratto di asfalto, pinete, mucche, pecore…. la vista sui monti della Slovenia (Nanos, Taiano), la vista sul mare quando si arriva nei pressi dell’Hermada…. un percorso vario, che permette di apprezzare la ruvida bellezza del carso. Si sfiorano le “vette” del carso: Concusso, Orsario, Lanaro, mte. dei Pini, Hermada…. nulla a che fare con le gare in montagna… ma la salita non manca…

Alla Cavalcata possono partecipare sia i corridori sia che i ciclisti: i primi partono alle 7.30, i secondi alle 8.00.

Ci si trova ogni anno alla prima domenica di dicembre, poco prima del ex valico confinario di Pese (parcheggio del ex-albergo Touring): si dà il proprio nome e cognome ai due volontari che, da anni, si preoccupano di registrare i partecipanti… e via, si è iscritti… non ci sono coppe, medaglie, pacchi gara e menate varie…

Sul libro “Carso di Corsa” (Transalpina Editrice, autori Fabio Fabris e Mauro Santoni) c’è un intero capitolo dedicato a questa gara, cara a tanti runners triestini. La “prima edizione” di questa gara risale al 87, quando un gruppo di amici decide di correre tutta l’Altavia del Carso.

…quello che serve x correre… :-)

Le classifiche sono comunque redatte a cura di una delle più note società podistiche triestine, il Marathon Club Trieste (http://www.marathontrieste.it/).

Questa è la mia terza Cavalcata: il primo anno finita con un tempo di 6.18… il secondo anno ritirato… stanco della maratona di Firenze… e perso tra i boschi..: il sentiero 3 è segnato, ma basta un attimo di distrazione che si finisce chissà dove… e non ci sono tanti cartelli che indicano come tornare alla civiltà… ma va bene così!

Alle 7.00, dopo aver ammirato le luci dell’alba illuminare il  monte Taiano (ci sono affezionato a questo monte in Slovenia di 1.200 metri… lo vedo dalla finestra di casa e, dalla sua cima, la vista è fantastica… ) e i monti circostanti arrivo, in compagnia di mio papà che mi farà da “supporter” lungo il percorso, alla partenza.

Lungo il percorso NON ci sono ristori (ricordatevi che questa è una gara-non-gara..), quindi ci si deve arrangiare: chi parte con zaini pieni d’acqua/integratori/quello che serve, chi con qualche marsupio/boraccia, chi senza niente. L’importante è organizzarsi bene.

Io parto leggero: marsupietto da 8 euro comprato al Decathlon con borraccetta da mezzo litro e qualche barretta. Sarà indispensabile il supporto di mio papà in 4 punti di ritrovo: Basovizza, Fernetti, Monrupino, San Pelagio.

Fa “fresco”: 4 gradi. Decido di correre cmq in pantaloncini corti.. tanto sono caloroso! :-)

Alla partenza incontro con “Pollo” (Enrico), ultramaratoneta vicentino (quanto mi piace questa parola… già dire “maratoneta” ha il suo fascino, ma ultra… ancora meglio, no? ) conosciuto tramite il forum di SpiritoTrail (www.spiritotrail.it): potenza di Internet…

Qualche chiacchera veloce e via, si parte. Vorrei scambiare qualche parola in più con Enrico, visto che ha fatto una delle gare “più assolute” per gli appassionati di Ultramaratone, la Ultra Trail del Monte Bianco… 170 km intorno al Bianco…. la Cavalcata, a confronto, è la campestre che si fa alle superiori… (QUI il racconto di Pollo sul forum di SpiritoTrail)

Il primo tratto è subito in salita: si passa il monte Goli, l’abitato di Grozzana, il Concusso (la cima con il rifugio è in Slovenia) e si arriva, dopo una bella discesa sivolosa nei pressi della statale di Basovizza.

La salita del Monte Goli, prima di Grozzana

La discesa verso Grozzana

Giù per la discesa del Concusso (dove, in allenamento, mi sono “carteggiato” almeno un paio di volte… è proprio una discesetta bastarda..! ) incontro un altro atleta della Running World Trieste (www.runningworld.it), squadra con cui corro, Mattia, reduce della bella maratona di Firenze: farà il tratto fino a Gropada, giusto per “provare l’ebrezza della Cavalcata”.. eh, ma il prossimo anno, tutta! :-)

Il Mte Concusso visto poco prima dell’incrocio di Basovizza

Da Basovizza aumento il ritmo: scorre veloce Gropada, passo Fernetti (qui un breve tratto di asfalto), ristoro, salita sul Monte Orsario (che, per la prima volta, faccio tutta coricchiando..), discesa fino alla Rocca di Monrupino.

Ok, son giusto…

Sul cavalcavia di Fernetti, uno “spettatore”, nei pressi del suo inconfondibile furgone-camper, mi offre dell’acqua: non è uno spettatore qualsiasi, è Claudio Sterpin, uno dei pioneri dell’ultramaratona in Italia, nonchè attuale vice presidente della IUTA, Italiana Ultramaratohon and Trail Associations. Non so quante pagine servirebbero per raccontare le sue imprese sportive… date un occhiata al suo sito: http://www.ultramarathonsterpin.it/

Monte dei Pini

Durante il percorso si percorrono diversi tratti con I ciclisti: non li invidio proprio… il 3 non è un sentiero “da bici”.. diversi tratti con le bici in spalla… e alcune discese non sono proprio amichevoli… un giorno proverò a farlo in allenamento, con la mia pesantissima Katarga piena di polvere messa chissà dove in garage, ma con la dovuta calma…

Il Cavalcavia di Fernetti, poi a destra, verso il Mte Orsario

Il Monte Orsario

A Col di Monrupino altro punto ristoro (bevo delle sorsate di Energade e via..): da qua fino alla statale di San Pelagio non ci sarà “anima viva”, si corre in solitudine.. bello!

La Rocca di Monrupino vista dall’Orsario

Piccolo tratto su asfalto passando sotto la Rocca di Monrupino, per poi tornare su un bel sterrato. Sorpasso, in un paio di km, cinque atleti.. mi sento in forma, evidentemente allenarsi serve!

La salita nei pressi della Rocca di Monrupino

Proseguo spedito fino a che, per fortuna subito, di aver sbagliato strada… Cazzarola! Di nuovo!!!! Ogni anno stessa storia, eh…. !! Butto via quasi 6 minuti e 900 metri di strada…. porca trota! :-(

Torno sui miei passi… un pò alla volta recupero nuovamente I corridori sorpassati in precendenza.. ma che palle, però! Energie e tempo sprecato… vabbè, poteva andar peggio.. :-)

.. anche desso son giusto..

Poco prima di arrivare alla strada che porta da San Pelagio in Slovenia, giù per una discesa ripida e piena di pietre, inciampo, atterrando sul ginocchio sinistro… credo che il mio “ringraziamento al signore” si sia sentito fino al ristoro… per fortuna non è nulla di grave, resto fermo qualche decina di secondi per riprendermi, poi, lentamente, riprendo la corsa.

La strada che porta verso il valico di San Pelagio

Arrivo al ristoro in 3h e 45. In allenamento, questo tratto, lo avevo percorso in 4h e 15.. scattando qualche foto, camminando in diversi tratti.. bene!

Si prosegue verso l’Hermada: da qua ormai si è verso la fine… solo una quindicina di km… :-)

Pietraie nei pressi del Monte Hermada

La stanchezza arriva inesorabile intorno al quarantesimo km…. cammino, mangio una barretta e bevo un pò di integratore dalla borraccetta… recupero anche in questo tratto tre posizioni, ma a fatica…

Nei pressi dell’Hermada la vista si apre a 360… I monti sloveni da un lato, il Golfo di Trieste, Monfalcone, Grado… e Medeazza e Jamiano dall’altro. Dai che manca poco….

.. il Golfo di Trieste visto dal Hermada… dai che manca poco!

La discesa che scende dal Hermada è un vero e proprio muro… non la ricordavo così… non me la sento di correre, cammino…. quello in bici davanti a me cade… niente di grave.. si rialza e continua… alla fine della discesona inizia il tratto più facile: gli ultimi km si fanno in gran parte in leggera discesa…. passando per Medeazza e arrivando, finalmente, a Jamiano, dopo aver fatto l’ultima, bastardissima, salita che porta all’arrivo… incoraggiamenti e complimenti (grazie!) del pubblico….

Arrivo in 5h e 17 minuti. Chiedo la posizione: nono. Bene!

All’arrivo non trovo il mio “supporter” : credeva ci mettessi più tempo… :-)

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Natale a Trieste

dicembre 1st, 2009

E’ da anni che dico di dover fare delle foto a Piazza Unità d’Italia, adobbata per le feste di Natale, di notte.

Piazza Unità d’Italia, la piazza principale di Trieste, è bella sempre: di giorno, di notte, con la pioggia, con la neve, con il sole… merito dei suoi bei palazzi neoclassici, della sua fontana, del Golfo di Trieste su cui si affaccia…

A Natale, poi, con tutti gli abeti pieni di luce (e con musiche a tema diffuse dagli altoparlanti ben mimetizzati..), la piazza acquista un fascino ancora maggiore…

Ecco qualche scatto…

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Corsa dei 32 Cippi – Gradisca

novembre 15th, 2009

Qualche settimana fa, tramite una delle gare del circuito di Coppa Trieste, vengo a conoscenza di una gara “interessante”, la “32 cippi“, corsa podistica di 13 km con partenza da Gradisca d’Isonzo , arrivo sul Monte San Michele e ritorno. Un pò di salita ci vuole ogni tanto, no! :-)

Gradisca-32Cippi

Alle 8.15 recupero l’amico Diego: è da tre mesi che la corsa è entrata, sempre con più forza, nella sua vita sportiva, coesistendo con uno sport molto diverso, ma che richiede (come tutti gli sport, infondo…) altrettanto impegno: lo judo.. soprattutto per una cintura nera, come lui! Quella di oggi è la sua prima gara.. speriamo bene…. una cosa è fare 15 km sul piano, un altra.. 13 km con una buona dose di salita.

Salita: già, ma quanta salita? Nei giorni prima ho cercato maggiori informazioni su Internet sul percorso, come l’altimetria.. niente da fare.. peccato. Sull’opuscolo della gara, scaricabile anche da Internet, si parla di “percorso ondulato, misto strada-asfalto”. Ondulato? Mi pare un pò riduttiva e quanto meno discutibile, come definizione!!!

Alle 9.30 siamo ufficialmente iscritti alla gara: comodo punto di partenza, nei pressi del palazzetto dello sport di Gradisca. Bagni, spogliatoio, docce e parcheggio disponibile per gli atleti.

Alle 9.57.21 (ora GPS) parte la gara… e, come spesso accade in tante gare, il colpo di pistola della partenza non viene mica preannunciato da un “fra 5 minuti si parte!” (e se c’è stato io non l’ho sentito…), cogliendo impreparati diversi atleti.. me incluso, che cercavo di trovare una posizione più avanzata per la partenza…

Il primo km passa tranquillo: si passa sul ponte sull’Isonzo… asfalto.. solito recupero di posizioni…. Ma ben presto il tracciato diventa più impegnativo con una bella salita su sterrato, non facile, di circa 3 km.

La salita poi continua su strada (Via Brigata Sassari), toccando l’abitato di San Martino del Carso (..di queste case non è rimasto che qualche brandello di mura… ma è il mio cuore il paese più straziato.. ) per continuare fino alla piazzetta del Monte San Michele, dove si trova il museo…

Qui si svolta a destra, realizzando un percorso circolare di circa 2 km o poco meno sul Monte San Michele per ricongiungersi poi, per un breve tratto di alcune centinaia di metri, con la strada percorsa all’andata, una decina di minuti prima.

Qui incrocio Diego : reciproco incoraggiamento e via giù per la discesa.

La salita, fino alla piazzetta sulla cima, è stata veramente dura…  e la discesa non è da meno:  sorpassare diventa un rischio, il fondo è, specie in alcuni tratti, scivoloso… riesco cmq a recuperare qualche posizione…..

Inizia la discesa di asfalto….  si riattraversa il ponte sul fiume Isonzo .… già da un km sento qualcuno che mi sta dietro, in cerca del sorpasso. La gara è stata, per me, un recupero continuo di posizioni…. di sicuro non mi faccio sorpassare alla fine! Non è ancora Natale, no? :-)

Stringo i denti e taglio il traguardo con un tempo di 56minuti e 57 secodi.. piazzandomi 31esimo su 248 partecipanti ( 6 di categoria), per me un bel risultato! … ancora da migliorare, però! :-)

Diego arriva una quindicina di minuti dopo: proporzionalmente parlando, il suo risultato è anche migliore del mio… come prima gara non ne ha scelta una proprio facile! Grande!

Approfittiamo abbondantemente del ristoro… tè caldo… due piatti di pasta… doccia e via, verso casa (dopo una puntatina al Decathlon di Udine, però…)… entrambi soddisfatti.

Alla prossima!

- Le classifiche della  32 Cippi sono disponibili QUI

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Maratona di Lubiana

ottobre 25th, 2009

Lubiana, la capitale della Slovenia, è una bella città (o un “bel paesotto”, come è stata definita da una mia amica…), i ponti che attraversano il fiume Ljubljanica, i bei palazzi, i mercatini lungo la passeggiata che costeggia il fiume, il verde intorno alla città.. quale modo migliore di conoscere questa città, se non sudando, arrancando e imprecando facendo due giri di 21km per fare una maratona? :-)

La maratona inizia, puntuale, alle 10.30: partenza mista, ci sono anche i runners che faranno la 21km: metà gara in compagnia, poi i maratoneti (io incluso.. sono un maratoneta, immagino…) continueranno il percorso, facendo un altro giro.

Il percorso: bello. Misto, con diversi tratti in pendenza, rettilinei e una “bella” salitina finale prima del traguardo (da fare due volte, quindi).

L’idea iniziale è, come sempre del resto, di non “farmi trasportare”, di procedere con calma…. ecc…. giusto per fare un tempo di 3h e 30… ma già dopo pochi km il Virtual Trainer del Garmin mi fa notare, candidamente, che tengo un andatura troppo elevata… eppure mi sento bene, continuo.. fino a che, inesorabile, al 36esimo km, arriva il crollo.

Non crampi o roba simile… dolori muscolari, qualcosa di diverso…. evidentemente i lunghi su asfalto mi distruggono (un paio di settimane fa ho fatto 50 km di sterrato, con 1.200 m di dislivello… lì nessun problema!!!) e, probabilmente, le scarpe un pò vetuste fanno il loro… :-(

In breve tempo vengo superato da altri runner…. cammino per un pò… il 36km lo faccio in pù di 8 minuti… azzz.!!!! Ricomincio a correre e, lentamente, riesco a tenere un andatura decente… vengo superato dalla lepre delle tre ore e un quarto: sento una pacca sulla spalla, è un altro atleta della Running World che mi incoraggia (ecco l’utilità delle divise sociali!!! :-) )… aumento l’andatura per un paio di km, poi calo…

Passerò il traguardo con un tempo di 3:31:05 : minchia porca, se non avessi tirato troppo…. sotto le 3:30… mona de omo che non son altro! (scusate la finezza…).

Posizione: 269 su 784…..  mah.. :-(

Qua le classifiche: classifiche

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Mezzamaratona di Pordenone

ottobre 21st, 2009

Mezzamaratona di Pordenone “Su e giù per i borghi”

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“Su e zo per i clanz”

ottobre 18th, 2009

“Su e zo per i clanz”

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