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Monte Nevoso (Snesnik)

ottobre 13th, 2008

Il Monte Nevoso è una delle mie “cime carsiche” preferite: ci sono stato almeno una decina di volte, in tutte le stagioni.. indimenticabili le uscite invernali con le ciaspe….

Il paesaggio che si ammira dalla cima spazia, nelle limpide giornate invernali magari battute da un gelido vento di Bora, dalla costa Istriana, al monte Maggiore e a tutti i vari rilievi che si trovano anche a notevole distanza.

Nella giornata di ieri ho fatto più di trecento scatti (e anche Diego e Andrea non ne hanno fatto pochi!): il guaio è che i colori erano stupendi e la luce che filtrava dalle fronde degli alberi.… irripetibile! Per fortuna non uso più le DIA… altri tempi!

Ho diviso le foto in tre articoli, questo che state leggendo e :

- Bosco & Sottobosco

- Le foglie di…. Valentina

.. buona visione… commenti apprezzati! :-)

… la cima del Nevoso vista in questa domenica d’autunno….

Da Trieste il Nevoso si raggiunge in un ora e mezza, passando dal blocco di Pese in direzione di Ilirska Bistrica (Villa del Nevoso). Qua, nei pressi di una piccola chiesetta abbarbicata su un alturetta, ci sarà un cartello con scritto Snesnik.

… e in una freddissima giornata invernale….

La stradina (una 15 di km…) porta fino agli impianti sciistici di Sviscaki (costituiti da una misera pistina da sci). Da qui alla cima ci si mette un paio d’ore in condizioni “normali” (cioè senza un migliaio di pause “foto” :-) ).

La parte più dura della scarpinata è nei pressi della cima, piuttosto in pendenza, ma nulla di impossibile.

Ecco un pò di foto, scattate sia questa domenica che in altre giornate nel corso degli ultimi anni….

… la Vale sul tratto iniziale del sentiero subito dopo Sviscaki …

… autunno!

… inverno!

… verso il Sneznik d’autunno…

… e d’inverno!

… il dettaglio di una Felce …

… e di tre fili d’erba…

… un sole tra l’erba …

… inizia il tratto più impervio che porta verso il rifugio …

… la distesa di pini mughi poco prima della cima …


… pini mughi che d’inverno vengono seppelliti dalla neve …

… e minuti alla cima d’autunno …

.. e d’inverno!

… verso la cima del Monte Nevoso …

… sulla cima!

… il rifugio visto dalla cima, che si trova poco sopra …

… il libro della vetta …

… con il timbro ..

… l’isola di Cherso!

…Diego, Andrea e Valentina…

… Valentina …

… Diego…

… alla prossima!

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Ferragosto a Rovigno, Croazia

agosto 15th, 2008

L’ ottantasettesimo compleanno della mia cara nonna Carmela (87 portati bene, aggiungo…) è stato una buona scusa per un pranzo a base di cappesante, cozze, pescetti vari (branzini, orate, seppie) e dolci iper-calorici nella bella cittadina di Rovigno (Croazia).

Personalmente ritengo Rovigno la cittadina più bella dell’Istria: la Cattedrale di Santa Eufemia, le facciate colorate delle case sul limpido mare, la vista sulle isole antistanti, i vari ristoranti e locali, i suoi campeggi attrezzati di tutto punto, ne fanno una delle mete preferite di migliaia di turisti (il che è un bene fino ad un certo punto…) che ne affollano le vie e la sua bella costa rocciosa.

rovigno-croazia.jpg

Il problema di una tipica giornata agostiana a Rovigno è il parcheggio: di parcheggi ce ne sono diversi (a pagamento) nelle aree predisposte difronte al mare ma, trovarne uno libero il giorno di Ferragosto, è stata una vera e propria impresa….

Buon compleanno, nonna! :-)

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Sviluppare applicazioni Web 2.0 con PHP

luglio 20th, 2008

Visto che ho un pò di “tempo libero”, mi son preso il lusso di comprare (con l’idea di leggere e mettere in pratica), un bel manuale di programmazione, scritto da Quentin Zervaas, “Sviluppare applicazioni Web 2.0 con PHP” (Titolo originale: “Practical Web 2.0 Applications with PHP”)

Il motivo che mi ha spinto all’acquisto è probabilmente la parolina magica “Web 2.0″ presente nel titolo del libro. Web 2.0: se ne parla tanto, articoli su riviste, blog….. ma cos’è sto benedetto Web 2.0? Prendo pari pari la definizione che si trova su Wikipedia:

Il Web 2.0 è un termine usato per indicare un generico stato di evoluzione di Internet e in particolare del World Wide Web.

web20_logo.pngAlcuni hanno tentato di definire il Web 2.0 come una serie di siti web con interfaccia, facilità e velocità d’usopersonal computer. Altri hanno provato a definire il Web 2.0 innanzi tutto in termini di reti sociali. tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati a installare nei propri

Per tali siti spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usa largamente questa tecnica per essere semplice e veloce) o Adobe Flex.

I propositori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web, retroattivamente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall’e-mail, dall’uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web più dinamico e interattivo.

Insomma, i siti tradizionali, “statici”, vengono abbandonati prediligendo siti più dinamici soprattutto dal punto di vista dell’interfaccia utente: form con autocompletamento, form con il salvataggio automatico dei dati inseriti senza post della pagina (come sta succedendo adesso mentre scrivo questo articoletto con WordPress), RSS…

Sempre riguardo al Web 2.0, vi segnalo questo interessante video, in italiano, su  ICTV » Read more: Sviluppare applicazioni Web 2.0 con PHP

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Immersione a Mošćenička Draga

luglio 17th, 2008

Bella immersione a Mošćenička Draga (link su google maps), paesotto turistico croato situato nelle vicinanze della più famose Lovrana e Abbazzia, sotto le pendice del massiccio del monte Maggiore (Ucka).

diplodus-saraghi.jpg

Il paese offre a quanti volessero fare immersioni, due diving, uno situato nei pressi della spiaggia principale ed uno tuttoa sinistra, verso Lovrana.

sarpa-sarpa-salpa.jpgEra da tempo (qualche anno…) che non indossavo GAV, bombole, areatori ma, complice Roberto, mi son trovato tutto bardato ad affrontare un’immersione che ha toccato i 28 metri, con una durata di 87 minuti: l’immersione più profonda e lunga che abbia fatto. Poca cosa per Roberto, che conta innumerevoli immersioni sul suo Log delle immersioni….

Abbiamo utilizzato l’appoggio del diving presso la spiaggia: da qui, usando dei “carretti”, ci siamo recati sul luogo dell’immersione, poco dopo il piccolo porticciolo. Qui, con nostra sorpresa, è stato tirato su un bel esemplare di pesce spada, pescato chissà come, dalle dimensioni veramente notevoli…

chromis-chromis-castagnola.jpgL’immersione è stata tranquilla, grazie soprattutto all’acqua estremamente limpida: avvistati diversi tipi di nudibranchi, un paio di branzini che cacciavano in coppia, innumerevoli saraghi di varie specie, salpe (sarpa salpa),simpatiche castagnole (Chromis chromis),variopinti sciarrani (Serranus  scriba), stelle marine e gli immancabili labridi di varie specie. Il fondale è senz’altro interessante, con qualche bella parete (con delle belle gorgonie gialle ), canyon e una frana.

tochuina-tetraquetra.jpgE’ stato interessante vedere diversi branchetti di piccoli pesci di un intenso blu elettrico, grandi credo al massimo un centimetro: sono le forme giovanili delle castagnole che, da adulte, presentano una colorazione senz’altro meno vistosa!

Note varie:

  • Per l’immersione è stato fare un permesso annuale dal costo di 100 Kune, permesso da utilizzare sempre e comunque appoggiandosi ad un diving
  • Noleggio di bombola, gav e areatori: 150 Kn circa.
  • Se volete immergervi in autonomia, senza l’appoggio di nessuno, è necessario fare un permesso dal costo di circa 300 euro all’anno.
  • Un link interessante: http://www.mondomarino.net, sito che offre numerose schede e articoli dedicati agli abitanti di mari e oceani.


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Cavalcata carsica – Sentiero numero 3

dicembre 4th, 2007

La sveglia suona alle 6.00 e la giornata non si presenta nel migliore dei modi:
sta piovigginando, c’è foschia e le previsioni del meteo non preannunciano nulla di buono.

Già ero poco convinto nell’affrontare l’impegnativa ” Cavalcata carsica“, gara di 50 km che percorre TUTTO il sentiero numero 3 del carso triestino, il terreno scivoloso e la giornata “cupa” sicuramente non saranno d’aiuto.

Fatto sta che alle 7.00 mi ritrovo a Pese, con un altra cinquantina di temerari, per iniziare questa “gara-non gara” (…definizione che ho trovato in un interessante post sul sito www.runners.it, a cura di Guido C. ): l’iscrizione consiste nel dare semplicemente il proprio nome-cognome. Non ci sono punti di ristori ufficiali o una vera propria assistenza che ci si aspetterebbe in una “cavalcata” di 50 e passa km.

50 km non sono pochi: la massima distanza che ho affrontato è stata di 30km.

Nelle settimane precedenti ho fatto “diversi allenamenti” (il che significa al massimo due allenamenti alla settimana…), sempre con tratti in salita: basteranno? Non sono convinto di riuscire a finire la gara, già arrivare a 2/3 del percorso per me sarebbe un traguardo non da poco. Fondamentale è non esagerare e dosare bene gli sforzi durante la gara.

Il percorso attraversa tutto il sentiero numero 3, sentiero che inizia a Pese e che termina nei pressi del paese di Iamiano.

Si passano le “vette” del carso triestino: il monte Concusso, l’Orsario, il Monte dei Pini, il Lanaro, l’Ermada… Dislivelli sicuramente non elevati ma che, a causa soprattutto della conformazione del sentiero, si faranno sentire sulle gambe..

La partenza per i podisti è fissata alle 7.30, mentre per i ciclisti alle 8.00. Non invidio i temerari della MountainBike, il sentiero non è sicuramente adatto alle due ruote, con diversi punti in cui dovranno necessariamente portare la bici in spalla.

Dopo la foto di gruppo, si parte.

Si inizia subito correndo in salita, per poi scendere e, dopo aver passato il paese di Grozzana, ricominciare nuovamente la salita che porta al monte Concusso .

Mi accodo a Piero, che ha già affrontato diverse volte questa gara (vincendone una…) e che conosce bene il percorso: uno dei miei timori è quello di sbagliare sentiero e finire chissàdove…

Piero conduce… e io arranco! :-)
Foto presa da http://www.atleticats.com/
Grazie all’autore, prossima volta femo cambio!

Dopo la discesa del Concusso (affrontata con una certa calma, visto il terreno umido e scivoloso..) passiamo il primo punto-incontro dove ci aspetta del tè caldo offerto da due volenterosi che ci seguiranno lungo il percorso (… grazie!).

Si attraversa la strada asfaltata che porta verso il blocco di Lipizza per iniziare il “comodo” sentiero che, dopo aver passato il paese di Gropada, porterà verso il secondo punto di incontro, nei pressi del valico di Fernetti. La discesa che porta verso Fernetti, fino ad un sottopasso che attraversa la strada che porta al valico, richiede attenzione: è ripida e con diversi sassi pericolosamente scivolosi…

Dopo un altro te caldo al ritrovo di Fernetti, inizia una delle salite che più mi preoccupano, quella del Mte Orsario. Non riesco a seguire il passo di Piero ed inizio a camminare: non ho nessuna intenzione di sforzarmi troppo, la strada è lunga, meglio non esagerare e risparmiare energie per i km che arriveranno.

Durante la salita “sorpasso” alcuni ciclisti: portarsi la MTB in spalla su per questo sentiero non è proprio agevole. Non che correre sia molto meglio, ma credo che in bici sia peggio…. ognuno è masochista a modo suo!

Approfitto del “momento di pausa salita” per sgrannocchiare una barretta energetica: ne ho diverse e, grazie anche al litro e mezzo di sali presenti nella CamelBak, sono autosufficente dal punto di vista dei rifornimenti per tutta la gara.

Arrivo a Monrupino, fresco come una rosa (.. beh, quasi….). Altro te caldo e via, verso il Monte dei Pini e verso il Monte Lanaro.

Nei pressi del Lanaro vengo raggiunto da un corridore con cui avevamo percorso qualche km nei sentieri prima di Gropada: evidentemente ho calato il ritmo… brutto segno!

Subito dopo il Lanaro, all’improvviso, ricompare Piero: “Che cacchio ci fai qua???”

Non è convinto di essere sul sentiero giusto…. sul terreno, fangoso, non ci sono tracce di bicicletta…. qualcosa non quadra….

“Ma no, non può essere…. abbiamo visto il segno rosso su un albero…. sicuramente sarà questo!”

Piero non è convinto e ha ragione: il sentiero è sbagliato. Torniamo al segno che abbiamo visto prima e ci accorgiamo che il sentiero era subito a sinistra dell’albero… Merda! Abbiamo perso una quindicina di minuti… sono piuttosto incazzato…

Bastava prestare più attenzione e si risparmiavano minuti ed enegie preziose.

Accelero il ritmo, probabilmente a causa dell’incazzatura. Sorpasso un gruppetto di tre atleti che, probabilmente, ci hanno superato mentre cercavamo la strada giusta. Spero che questo “sprint” non faccia danni…

Rischio nuovamente di sbagliar sentiero: questa volta ho fortuna, un ciclista mi ferma in tempo…. se non c’era lui mi sa che finivo in qualche osmiza….. altro che Jamiano!

Piero mi raggiunge ed arriviamo all’ultimo punto-incontro prima dell’arrivo, nei pressi del valico di S.Pelagio. Lo zaino oramai è vuoto, ho finito tutto il litro e mezzo di sali. E’ inutile portarselo dietro, lo lascio in macchina, bevo del tè e ricomincio la corsa.

Le gambe sono pesanti: la stanchezza arriva improvvisa e pesa come un macigno.

Non mi ricordavo che la salita verso il monte Hermada fosse così lunga e faticosa… cammino sempre più spesso, anche nei tratti piani… e sento la mancanza degli integratori…. evidentemente un litro e mezzo di Gatorade/Energade/PowerCheCacchioNeSoIo per me non è sufficente… la prossima volta riempio la sacca fino all’orlo…

Vengo superato da dei ciclisti, che riprendo nei tratti di salita più impegnativa.

Sento delle voci: ho rallentato e mi stanno raggiungendo.

Non mi va di perdere perdere posizioni…. stringo i denti e penso che, in fondo, mancano solo pochi km. Passato il monte Hermada arrivo all’inizio del “discesone”, ripido e impegnativo, che porta fino all’abitato di Medeazza.

Credits: www.atleticats.com

Durante la discesa mi giro diverse volte, per vedere a che punto è “l’inseguitore”…. ormai l’agonismo è scattato! Mi sta per raggiungere ma, arrivati sul piano, accelero. Ho mantenuto la mia posizione fin dalla partenza e mi intestardisco nel mantenerla.

Passato Medeazza, penso ormai di essere giunto all’arrivo e accelero il ritmo: evidentemente ho fatto male i miei conti…. Pensavo di essere arrivato ed invece mancano ancora diversi km…. incomincio veramente a sentirmi in difficoltà…. non ho dolori muscolari, ma sento le gambe pesantissime….

Finalmente si incomincia ad intravedere Jamiano…. dò fondo alle energie che rimangono ed arrivo, con un sospiro di solievo, al traguardo, con gli incoraggiamenti degli altri atleti/spettatori…

Do una sbirciatina alla classifica: mi sembra di leggere 34°, ma ci sono diversi ritirati…. sono curioso di vedere la classifica ufficiale, che si potrà trovare sul sito del Marathon Trieste.

Indifferentemente dal risultato finale, sono soddisfatto del risultato…. non avrei mai pensato di finirlo! E credo che la soddisfazione sia comune a tutti i partecipanti di una gara come questa….

In rosso è segnato il percorso del Sentiero numero 3
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