Approfitto ancora un pò della wireless dell’Hotel Sotavento per aggiornare il blog.
Questa mattina sveglia alle 4.00: è l’ultimo giorno di vacanza per Elena che, alle 7.00, dall’areoporto di Cancun prenderà il volo per città del Messico, poi per Madrid e, infine, Venezia.
Alle 4.30 il tassista contattato la sera prima si presenta, puntale, all’appuntamento davanti all’hotel: per 250 pesos (inizialmente 300) ci porterà in areoporto, dopo una ventina di minuti di strada.
Baci, abbracci e Elena se ne va. Io torno in hotel a dormire e a immaginare il seguito del viaggio.
Alle 17.35 ho la corriera (ADO) per San Cristobal de Las Casas. Qui farò il corso di spagnolo (una settimana?) e qualche escursione (Laghi di Montebeio? Chiflon?). Poi altre 11 ore di corriera verso Oaxaca. Almeno tre giorni qui: tutte le persone che ho incontrato in queste due settimane di viaggio mi han parlato benissimo di questa cittadina e di Puerto Escondido. Opinioni negative invece per Acapulco… peggio di Cancun… me l’aveva definita qualcuno all’Isola di Holbox.
Cancun: che dire di questa città nata dal nulla per soddisfare la voglia di spiaggia e di alcol degli americani?
In chat l’amico Diego (che, con Virna, a Cancun ci ha vissuto un anno lavorando in un hotel lui e in un delfinario lei) mi ha chiesto cosa penso di Cancun (la prima sera che siamo arrivati). Io, che come al solito non conosco parole come “delicatezza”, “pensa a quello che scrivi”, “cerca di non essere troppo diretto” ho risposto con un secco “Cancun è una merda!”.
Vi spiego perchè per ME questo posto è… beh, ormai avete capito cosa….
IO non sono amante delle grandi città.
Non sono amante del traffico, del casino, dei turisti che, magari sotto l’effetto di qualche margarita di troppo, fanno un casino bestia appena saliti sull’autobus.
Non sopporto quando, passeggiando, si viene fermati ogni 10 metri con l’invito ad entrare in qualche negozietto pieno di sombreri e altre cazzate turistiche (…volete mettere il confronto con un piccolo mocciosetto maia che cerca di vendervi un animaletto fatto in terracotta??).
Non sono amante di queste città turistiche invasive, nate dal nulla, immensi parchi giochi popolati da gringos pieni di dollari nel loro portafogli.
Non sono amante di una città messicana che, quando chiedi un prezzo, ti viene dato in dollari….
Questa città per me è Cancun. “Can-Cum”, l’ha definita “scherzosamente” un mio amico via email…
Insomma, io in un posto come questo ci resisto 3 giorni. Non di più.
A Holbox, sperduta isola con una piazzetta e qualche ristorante, ci resisterei qualche mese… ma questo vale per me, naturalmente…. qui ho incontrato anche una coppia di ragazzi toscani entusiasti della spiaggia e della vita notturna di questa città . E delle canadesi.. che sembrano apprezzare gli italiani!
(.. ci saranno canadesi a San Cristobal? Speriamo di si!
)
Quindi, Diego, scusami per il mio commentaccio, so che a CanCun ti sei trovato benissimo…. è come se qualcuno parlasse male di Trieste…. non me la prenderei bene!
Fine riflessioni su CanCun… vedo di sistemare un pò gli altri post… e poi via, nuovamente verso il Chiapas!