Archive for Giugno, 2008

Lavaredo Ultra Trail (secondo giorno)

Posted by admin on Giu 22 2008 | Gare di corsa, corsa, corsa in montagna

Il risveglio non è proprio dei migliori a causa del russare continuo e fastidioso di qualche atleta.. vabbè…. capita…. anche i super-atleti sono esseri umani (ma solo quando dormono)!

Mi vesto da “civile” e vado a far con calma una colazione a base di caffèlatte, pane e marmellata… preparo il camel bak: barrette energetiche, due power… e un litro di integratore. Lascio la macchina digitale in stanza: me ne pentirò, occasioni per fare foto ce ne saranno parecchie… veramente un peccato…. :-(

Applico il pettorale sulla canottiera della Running World: numero 472, speriamo che porti fortuna…

Un pò alla volta gli atleti si portano nei pressi del prato, antistante la Villa Gregoriana, su cui è stabilita la linea di partenza (mt 1.120). Mi sistemo a poco più di metà gruppo.

Alle otto e qualcosa, di una domenica mattina di sole, parte la seconda Lavaredo Ultratrail… la mia prima corsa in montagna di 53 km….. non mi sento proprio tranquillo, speriamo la schiena regga e non faccia scherzi.

Subito dopo la partenza il prato sparisce e gli atleti confluiscono in uno stretto sentiero… in salita, ovviamente.

In fila indiana si procede lentamente, scherzando….. “Dai, non è mica così dura!” - “Pensavo peggio!”. Dopo una ventina di minuti le battutine spariscono e si cerca di risparmiare il fiato.

La salita porta fino al rifugio città di Carpi (mt 2.100), situato nei pressi di Forcella Maraia.

In cima alla forcella prendo un pò di fiato e mi sparo la prima barretta della giornata, che mangio durante discesa. Il sentiero è costituito da una comoda carrozzabile, spesso attraversata da piccoli torrenti che permettono di abbeverarsi senza utilizzare l’integratore del Camel Bak.

La discesa è lunga: inizio con un ritmo lento, inutile sforzarsi troppo dopo la salita appena conclusa… e i crampi sono sempre in agguato. Vengo sorpassato da qualche corridore… mi supera anche un tipo con la bandiera tricolore sul zaino e la scritta “micetto“.. ah, è uno di quelli premiati ieri per i trail autogestiti…. mi metto nella sua “scia” ed aumento il ritmo… il “Micetto” corre veloce e si sorpassa…. ad un certo punto ha un rallentamento improvviso (scarpe? crampi?), ma continuo alla corsa… fino alla salita…

Poco dopo la fine di questa prima, bella, discesa, c’è il simpatico Brogioni che prende nota di chi passa…

Gli chiedo a che punto sono:

“..175… donne comprese!”

Donne: chiamarle donne secondo me è “riduttivo”.. le donne conosco io alla domenica se ne stanno con le chiappe in bella mostra al mare o fanno dei tour per centri commerciali alla ricerca delle scarpe della loro vita… queste qua, invece…. grandissime, uno scacco al mio maschilismo! ;-)

La discesa finisce e inizia la lunga e dura salita che porterà fino a Forcella Lavaredo a quasi 2.500 metri di altezza….

La salita, nel tratto iniziale è bella in ombra… tra gli alberi… cammino prima a passo spedito, per poi rallentare e perdere posizioni… un pò alla volta compare alla vista quella che dovrebbe essere la fine della salita….. cazzo… sembra lontanissima…. e ripidissima…. mi fermo per prendere fiato…. altra barretta….

.. è dura…
…è dura…
.. è dura…  cazzo se è dura… ma l’ha detto anche Brogioni…

… essere fermo, sul margine del sentiero, appena a inizio gara, con la gente che lentamente avanza e ti passa… è bruttissimo… il sollievo iniziale, per la sosta, diventa ben presto rabbia….

.. alzite e movi el cul!!!!!!!
.. alzite e movi el cul!!!!!!!
.. alzite e movi el cul!!!!!!! Adesso!

Ricomincio lentamente la salita, gli alti alberi che all’inizio facevano ombra hanno lasciato il posto ai pini mughi, fa sempre più caldo…

…un torrente taglia il sentiero…

…saremo una quindicina che ci fermiamo per rinfrescarsi, far rifornimento d’acqua…

….sembriamo un branco di bestie assetate….

..ma per fare una gara del genere bisogna essere un pò “bestie”….

…le dure salite, il caldo, i torrenti che bagnano i piedi, i sassi, le radici degli alberi che tagliano i sentieri, i ghiaioni, i sassi che entrano nelle scarpe… bisogna essere un pò bestie per sopportare (e trovare piacevole!) tutto questo..

Finalmente la salita finisce, all’inizio non capisco bene il punto in cui ci troviamo… poi compaiono le pareti di neve…. “La Forcella Lavaredo!”.. mi sembra di essere a casa… mi sembra di aver finito già la gara… infondo a Misurina manca poco, è tutta discesa…. e, arrivato a Misurina, mancherà tutto sommato poco…. aumento il ritmo e faccio qualche sorpasso…. Ah, quanto mi sto sbagliando!

Il tratto tra la Forcella Lavaredo e la Forcella Col di Mezzo è sicuramente il più panoramico di tutta la gara.. le Tre Cime del Lavaredo sorvegliano gli atleti… chissà quali altre gare offrono un percorso del genere….

Nella discesa verso Misurina sorpasso la “Rossa”, una tipa che costituirà uno dei tanti riferimenti in gara…. la Rossa, la tipa con le gambe tatuate, la tipa in blu, la coppietta, il tipo pelato… riferimenti che magari sorpasso per poi, però, venir nuovamente superato.. fa parte del gioco… :-)

La discesa è lunga, rallento… Arrivo al piccolo ristoro nei pressi del casello per la strada a pedaggio che porta al rifugio Auronzo, camminando. E io pensavo di essere già arrivato.. solito ottimista….

Corro, cammino, corro, cammino…. incomincio a pensare ad un ritiro… a Misurina c’è il recupero dei ritirati…. chiedo quanto manca …

“Poco, ancora una ventina di km….” Cazzo, venti km…. di salita e discesa… con 30 km già sulla groppa….

Non ce la faccio…
Non ce la faccio…
Non ce la faccio… Meglio ritirarsi a Misurina…

Arrivo al incrocio sulla strada di fronte al Lago di Misurina. Una “civile”, comodamente seduta nei pressi del ristorante-bar sulla sinistra (odore di polenta.), prima del punto in cui si attraverserà la strada, mi guarda e, con aria rassegnata, mi dice:

“Basta?”

“.. faccio solo un pò di pausa….”, le rispondo con un falso sorriso…

Col cazzo che mollo…
Col cazzo che mollo…
Col cazzo che mollo… mai!

Mi accodo ad un altro corridore, sicuramente più preparato, e cerco di tenere il suo passo. Percorro tutto il tragitto di fianco al Lago di Misurina cercando di stargli dietro.

I gitanti se ne stanno tranquilli e beati a prendere il sole lungo il lago, qualcuno applaude e incita. Qualcuno se ne sta sui pedalò in mezzo il lago, a prendere il sole…. e qualcuno corre da 30 e passa kilometri. Altri modi di utilizzare il tempo libero, infondo.

Inizia l’ultima, dura, salita. Si passa Malga Misurina. Odore di polenta. Fame. La salita continua… fermate per prendere fiato. Bellissima vista sul lago di Misurina. Siamo in alto. Pausa barretta. Prendi fiato. Forza, pensa alla discesa. Pensa all’arrivo. Alla strada già fatta.

Si arriva finalmente a forcella Popena: fine della salita.

Il paesaggio mi piace, trovo questo punto della gara come il più bello, dopo la vista sulle Tre Cime.

Rimangono solo 15km di salita da fare. In discesa. Le paure del ritiro sono un lontano ricordo. Qualche scarica di adrenalina fa aumentare l’entusiasmo.

La discesa inizia con una serie di scalini, dei segnali ed un volontario, raccomandano di scendere con attenzione. Ok, non farò cazzate proprio adesso. Il sentiero taglia dei piccoli ghiaioni, ci sono alcuni concorrenti in difficoltà nella discesa, evidentemente la ghiaia non riscontra delle loro simpatie.

Io gli adoro, i ghiaioni.

Letteralmente. Durante le “classiche” due settimane di vacanze in montagna, da piccolo, non vedevo l’ora di lanciarmi a capofitto giù per i ghiaioni…. più che di correre si tratta di saltare… saltellare da una parte all’altra, sui talloni e con il peso verso monte… affondando i piedi nella ghiaia che fa da freno… bellissimo!

… il sentiero fa zig-zag nella ghiaia… taglio dritto…. credo sia uno dei momenti in cui mi trovo meglio in tutta la gara! Era ora, dopo trenta e passa chilometri!

Mi entrano sassi nelle scarpe. Li toglierò dopo, con la calma. Finito il tratto sulla ghiaia, torno ad una velocità normale, più consona ai miei stati… corro lentamente, vengo superato da chi avevo superato a mia volta durante il primo tratto di discesa… non ha tanta importanza, mi sono divertito….

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Lavaredo Ultra Trail (Giorno 1)

Posted by admin on Giu 21 2008 | Gare di corsa, corsa, corsa in montagna

Alle 8.00 di sabato mattina, percorrendo il tratto d’autostrada che percorre il carso triestino, penso che 50 km di corsa in montagna sono tanti…..

La mia prima (e unica) esperienza di un lungo “trail” risale a dicembre, con quella gara-non gara che è la “Cavalcata carsica”, corsa di 50km lungo il sentiero numero 3 del carso, sentiero che percorre tutte le alture che costituiscono il confine con la vicina Slovenia, da Pese a Jamiano. In dicembre, finirla, mi sembrava impossibile….

Ma i dislivelli del sentiero 3 non possono essere minimamenti paragonati a quelli della Lavaredo Ultra Trail….. le altimetrie parlano chiaro! Altra storia!

Il Garmin mi porta fino a Palus San Marco dove si trova la Villa Gregoriana: passerò qui la notte (23 euro con lenzuola, 5 euro per la cena con un prezzo “politico”) in uno dei dormitori forniti dalla struttura, assieme agli altri concorrenti.

La giornata è bella ed approfitto subito per fare una “passeggiata”: lascio la Opel prima del casello di accesso alla strada che porta fino al Rifugio Auronzo (20 euro per accedere con la macchina!!!!!!!) e mi incammino lungo un sentiero che porta fino al rifugio.

Era da tempo che non passeggiavo in tutta tranquillità, armato di macchina fotografica, in montagna: l’aria è sicuramente diversa da quella che si respira nella zona industriale di Trieste… per non parlare del profumo di montagna che si respira ad ogni passo… i polmoni ringraziano!

Arrivo nei pascoli sottostanti al rifugio Auronzo: anni fa (una quindicina?) avevo campeggiato con l’amico Max su questi prati…. indimenticabile quando la Ferrino, appena montata, è iniziata a rotolare giù per il pendio…. con le mucche impaurite da questo strano oggetto rotolante e Max dietro che correva….

Il rifugio Auronzo, con i camper, le moto e le corriere parcheggiate davanti mi dà l’impressione di tutto meno che di un rifugio: proseguo a destra, in direzione del più modesto e tipico rifugio Lavaredo.

Ci sono un sacco di umani in fila lungo il sentiero, della tipologia più varia: il motociclista tutto sudato perchè indossa ancora la tuta di pelle, la vecchietta con le scarpette della domenica, la famigliola con i marmocchi urlanti….

Non vedo l’ora di rivedere le Tre Cime del Lavaredo dal sentiero che porta verso il Rifugio Locatelli: arrivo e passo il rifugio Auronzo camminando velocemente (risparmiare energie per domani no, eh?) e arrivo al “portale” di neve che porta verso il Locatelli a destra o verso le Tre Cime a sinistra.

C’è un segnale il logo della Ultra Trail: domani giremo di là, verso le pendici delle Tre Cime…. poi verso l’Auronzo e poi giù, verso il lago di Misurina…. per poi risalire, scendere, risalire…. meglio non pensarci troppo…. godiamoci il panorama e il sole…

Arrivo a Locatelli percorrendo il sentiero che, qualche hanno fa, avevo percorso durante la “Maratona delle Tre Cime“, la prima gara in montagna che ho fatto. Partenza da Sesto, Val Fiscalina, Rifugio Comici, Rifugio Pian del Cengia… e poi arrivo, sotto la pioggia, un indimenticabile arrivo al rifugio Locatelli. Ricordo l’impressione nel vedere la gente arrampicarsi lungo il sentiero…. altro che corsette in piano….

Il Rifugio Locatelli è chiuso: niente tè e strudel… ritorno sui miei passi e prendo il sentiero che porta verso il rifugio Auronzo, in modo da “circumnavigare” le Tre Cime del Lavaredo…

La vista sulle Tre Cime è fantastica…. sarà la decima volta che passo in questa zona per vederle…. con passi incerti da bambino, con la voglia di farsi male in Montain Bike (quella volta della tenda che rotolava con Max… Misurina-Sesto-Vajont-Erto in tre gg di bici sotto la pioggia…), di corsa domani….

Il sentiero passa un piccolo guado (domani ce ne saranno diversi) per poi proseguire in salita. Domani si passerà di qua, chissà in che condizioni sarò… Piccola malga sulla destra, approfitto dell’acqua della fontanella…

Il sentiero prosegue fino ad un bivio: un cartello della Ultra Trail indica di andare giù, a destra…. non oggi, grazie, io proseguo dritto, verso l’Auronzo per poi ridiscendere verso Misurina…

Torno alla Villa Gregoriana: adesso c’ è un pò di gente…. si incomincia a respirare l’aria della competizione…. completo le formalità dell’iscrizione, consegnando il certificato medico, ritiro il pettorale e il pacco gara (bello lo zainetto!).

Incontro dei “compaesani”, che ho conosciuto durante i primi allenamenti con la Running World per la Cavalcata Carsica, XXXX e YYYY che mi presentano un “certo” Claudio, penso che sia il parente di qualche corridore…. Si parla della gara, delle difficoltà che ci potranno essere, se il sentiero sarà ben segnato o meno….

Alle 18.30 inizia il Briefing con la presentazione del percorso della gara e le premiazioni dei partecipanti ai vari trail autogestiti nati in senno al sito www.spirtotrail.it. Un trail “auto-gestito” non è una vera gara… le premiazioni si basano sulle partecipazioni… si materializzano persone che conoscevo “virtualmente”, avendo letto i loro post sul forum del sito dedicato a questa gara (www.ultratrail.it) o su www.spiritotrail.it.

Dopo una cena a prezzo politico (5 euro per primo piatto e da bere), caffè e subito a dormire, che domani sarà dura…

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Tre Cime del Lavaredo

Posted by admin on Giu 21 2008 | Viaggi, montagna

Le Tre Cime di Lavaredo, sono tre delle cime più famose delle Alpi, e sicuramente le più famose delle Dolomiti, una delle meraviglie naturali più conosciute nel mondo dell’alpinismo.

Le Tre Cime si possono raggiungere dal Lago di Misurina oppure dalla Val di Sesto e offrono ai visitatori una notevole vista panoramica delle cime circostanti e del Parco naturale Dolomiti di Sesto.

Le Tre cime assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo compatte, armonicamente allineate, apprezzate dagli estimatori per forme e colori.

La famosa parete settentrionale è situata completamente sul territorio di competenza del comune di Dobbiaco, anche se le Tre Cime sono giusto sul confine tra questo comune e quello di Auronzo.

Fra il 1915 ed il 1917 le vette delle Lavaredo costituirono il fronte di guerra. Di questo periodo rimangono ancora evidenti resti (trincee, gallerie, baraccamenti) sul massiccio e sul vicino Monte Paterno.

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Osmosi

Posted by admin on Giu 19 2008 | MareEVela, Trapper500

Uno degli errori che ho fatto acquistando il BeachComber è stato quello di non far fare un controllo dello stato dello scafo ad un perito prima dell’acquisto. Sicuramente si sarebbe accorto della presenza di un certo numero di bolle piene di un liquido puzzolente che ricorda, dall’odore, l’aceto… segno inequivocabile della presenza di osmosi.

Dopo la Barcolana, ai primi di novembre, il BeachComber viene “portato all’aria aperta”: lo scafo era nell’acqua da più di un anno ed in condizioni pietose, ricoperto di cozze, alghe varie e dai malefici denti di cane.

Avevo fatto un pò di “manutenzione di ripiego” pulendo lo scafo alla meglio sott’acqua, spazzolandolo e levando tutte le incrostazioni dall’elica tripala del mio Trapper 500: si tratta di soluzioni di ripiego, fatte per godermi la stagione estiva…

Subito dopo aver sollevato la barca dalle putride acque del canale con la gru, il capocantiere mi fa notare la presenza di alcune bolle.

Con una chiave ne fora una e mi fa annusare il liquido fuoriuscito…. “… puzza di aceto…” “Liquido acetico… OSMOSI!!!” La parola OSMOSI mi fa accapponare la pelle: osmosi, il “cancro della vetroresina”. Impreco.

Dopo aver pulito lo scafo dalle incrostazioni con l’idropulitrice del cantiere, iniziamo la ricerca delle bolle. Ce ne sono diverse, alcune piccole, altre più grandi, pieno di liquido puzzolente.

Che fare?

Il capocantiere ci suggerisce di fare una perizia per misurare l’umidità della vetroresina dell’opera viva in diversi punti, quattro per lato, in modo da verificare lo stato di salute della chiglia. Questo dopo almeno un paio di settimane che la barca è stata tirata a secco, tempo atmosferico permettendo. Gli dico che ci penserò….

Sull’osmosi non so nulla: inizia quindi la consueta ricerca su Internet di tutte le informazioni relative al problema… ed alle sue possibili soluzioni.

Nei giorni seguenti provvedo a pulire ulteriormente la chiglia usando una levigatrice orbitale, in modo da render più visibili le bolle: ce ne sono tante, di più sul mascone di dritta…. evidentemente la lavorazione dello scafo è stata fatta in condizioni diverse… o da mano diverse….

Foro le bolle usando un trapano con una “punta larga”, in modo da far uscire il liquido e fare una prima pulizia, lavando il tutto con l’idropulitrice.

La parte più colpita è la pala del timone: le bolle sono molto grandi e, forandone una, mi arriva lo schizzo dell’acido acetico direttamente nell’occhio…. è una esperienza che vi sconsiglio vivamente!

In queste pagine voglio inserire una sorta di “diario”, proponendo le soluzione da me adottate (sperando, ovviamente, di non far danni alla mia cara barchetta…) per risistemare lo scafo: non è un intervento da poco, deve essere fatto bene altrimenti, passato qualche anno, il problema sicuramente si ripropone.

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Mal di schiena….

Posted by admin on Giu 17 2008 | corsa

Mancano pochi giorni alla Ultra trail delle Tre Cime ed ecco che arriva il mal di schiena. Uno di quelli belli, che non ti fanno dormire alla notte e che ti fanno imprecare ad ogni movimento nel letto….

Il bastardo è arrivato, subdolamente, alla sera: probabilmente ero affaticato del weekend passato a regatare (con il ruolo di zavorra mobile… ruolo che mi andava benissimo, altro che ballast…) e il lunedì sera passato a grattare e stuccare la chiglia del BeachComber….

Sono un pò incazzato…. temo che, per me, fare la ultra, sarà un vero e proprio miraggio, a meno che gli anti-infiammatori non facciano miracoli….

Il lato positivo è che mi sto rincoglionendo davanti alla tv, guardando i fantastici programmi del pomeriggio….

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Lavaredo Ultra Trail

Posted by admin on Giu 10 2008 | corsa

La più alta, la più dura, la più bella…

“La sezione del C.A.I. di Auronzo organizza per domenica 22 giugno 2008 la seconda edizione della “Lavaredo Ultra Trail” (già “Lavaredo Ecomarathon”), gara di corsa in montagna in totale autosufficienza con percorso in ambiente alpino. L’ultra trail avrà una lunghezza di circa 53 km e un dislivello positivo di circa 3.300 metri. La manifestazione è valida come prova unica di Campionato Italiano Ultra Trail 2008 IUTA.”

Mancano oramai solamente 12 giorni alla partenza della gara che, probabilmente, sarà per me la più dura di tutto l’anno, la Lavaredo Ultra Trail, 50 km di corsa in autosufficenza lungo i sentieri circostanti la zona delle splendide Tre Cime del Lavaredo.

Le informazioni su questa gara si trovano sul sito ufficiale: www.ultratrail.it

Il sito, gestito dall’organizzatore della gara, Simone Brogioni, fornisce tutte le informazioni sul percorso, su dove alloggiare prima della gara, sulle altimetrie…. Molto interessante è il forum che permette ai vari atleti di scambiarsi informazioni e consigli non solamente per questa gara, ma sul trail in generale. Di sicuro aiuto per chi vuol far la gara è la ricognizione del percorso fatta, con un tempo abbastanza inclemente, questo weekend… E QUA ci sono anche le fotografie scattate durante la ricognizione: certi paesaggi sono veramente da togliere il fiato…

Un bel articolo sulle orgini e sullo spirito della gara, scritto da Brogioni, lo trovate sulla fantastica WebZine “Spirito Trail“, rivista elettronica, giunta al numero tre, che potete scaricare in formato .pdf. E’ una rivista pericolosa: fidatevi, se siete appassionati di sport, natura, aria aperta, sudore, fatica, sofferenza… beh, potreste trovare tanti spunti interessanti per “divertivi”! :-)

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La Cavalcata Carsica fatta in dicembre di km ne aveva 53, ma paragonare i dislivelli e i sentieri del nostro Carso Triestino, con quelli delle Dolomiti… beh, altra storia….

L’altimetria del percorso, presa dal sito della Lavaredo Ultra Trail

Sarà una gara dura ed incomincio già a sentire una certa “pressione” (oggi ho sognato che arrivavo tardi all’iscrizione e che mi mancava lo zaino…): non ho fatto gli allenamenti che volevo, poche salite e mille impegni non mi permettono di concentrarmi e rilassarmi come vorrei… Ma credo che questo valga un pò per tutti, no?

La Cavalcata Carsica l’ho portata a termine con pochi allenamenti, cercando di correre più con la testa che con le gambe… salite affrontate senza mai esagerare, rifornimenti frequenti, discese in relax, senza farsi prendere dall’entusiasmo… mi sà che per la Lavaredo Ultra Trail farò lo stesso… sperando di non far cazzate e di finirla nel tempo limite di 10 ore…

Autosufficenza: tutto quello che mi può servire in 50km di corsa dovrà stare nel mio amato zainetto. Quindi integratori, barrette, qualche ricambio, roadboak, cellulare, macchina fotografica (una scusa in più per far pausa e ammirare il paesaggio)… sarà una esperienza sicuramente diversa dalle gare precedenti!

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Classifica Jesolo Night Marathon

Posted by admin on Giu 09 2008 | corsa

.. su un totale di 1787 partecipanti… buono, ma potevo fare di meglio…. grrr….

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Mezza maratona di Jesolo 2008

Posted by admin on Giu 09 2008 | corsa

Era dà un pò di tempo che, per casa, girava il volantino della Night Marathon di Jesolo… me lo trovavo in studio, in cucina, in soggiorno, all’ingresso…. una gara di corsa in notturna mi affascinava, ma, vuoi per pigrizia e vuoi per altri impegni, non avevo intenzione di provare questa nuova “esperienza”.

Ma, il martedì prima della gara ( sabato 7 giugno ), cambio idea…. le iscrizioni sono teoricamente concluse, ma quando mi metto in testa una cosa…. telefono e mi comunicano che l’iscrizione è prorogata per due giorni… bene!

Pagamento tramite Active.com, invio del fax con l’iscrizione e via… in 10 minuti sono iscritto alla terza mezza maratona di quest’anno (maratonina di Gorizia e di Lignano). Mando qualche mail in giro agli amici, magari si fa gruppetto e si trascorre una bella giornata a Jesolo… spiaggia, sole, relax… e poi 21 km di fatica…. programma allettante, no? Speriamo nel meteo….

Le previsioni per sabato danno nuvoloso e pioggia…. di far una mezza maratona sotto la pioggia come quella di Lignano non è che ne abbia voglia…. ma alla fine, alle 10 recupero l’amica Elena per essere alle 13.00 nel palazzetto di Jesolo per ritirare pacco gara, pettorale e chip.

Nel palazzetto ci sono i consueti stand di scarpe, gps, abbigliamento e cibarie varie…. mi incuriosisce uno che pubblicizza la Maratona del Lago di Garda… mmmm….. da segnare sul calendario gare! Altra scusa per fare una gita fuori porta… :-)

Il pacco-gara in realtà è un bel zainetto blu con dentro biscotti vari, acqua, qualche opuscoletto e dei simpatici cerotti per capezzoli… che scatenano una certa ilarità in Elena.. non ne avevo mai visti, ma, usati in gara, si riveleranno molto comodi…. più dei classici cerotti!

Il tempo, stranamente, è bello… non c’è una nuvola… completata l’iscrizione andiamo diretti in spiaggia, che se sono abbronzato corro meglio…. Dopo qualche ora il tempo peggiora e dei minacciosi nuvoloni oscurano il sole… speriamo che il tempo tenga… speriamo che il tempo tenga…..

.. la spiaggia di Jesolo …

Passeggiata per Jesolo e trancione di margherita per pranzo: il fatto di iniziare una gara alle 20.30 mi mette un pò in crisi sul fatto alimentare…. ho fatto una colazione abbondante, ma il pranzo… meglio non esagerare…. magari qualche barretta prima dell’inizio della gara….


Jesolo è la classica cittadina turistica: baretti, gelaterie, localini vari e… cinesi! Un sacco di negozi di abbigliamento di cinesi…. non sono razzista (o forse si?) ma che palle… dov’è finito il “negozietto” di siora Pina? (citazione presa da Elena…)… La spiaggia è sicuramente bella, ma io sono amante delle belle scogliere della Croazia…. vabbè, gusti son gusti!

E’ ora di raggiungere la linea di partenza, usando uno dei bus forniti dall’organizzazione.

Cambio veloce, calzette rinforzate dalla sicura comodità, pantaloncini mini anti-usura, canottiera collaudata e…. cerotti per i capezzoli! Elena non resiste e documenta con qualche foto questa nuova grande scoperta della tecnica della corsa…

Fondamentale una bella spalmata di AUTAN: le zanzare qui sono belle grandi e affamate…. meglio evitare spiacevoli punture…


Alle 19.00, just in time, prendo posto in uno dei bus che porta i concorrenti fino alla linea di partenza, a Jesolo Cavallino…. già, i concorrenti…. quanti sono? Il mio pettorale ha il numero H1605 (..scoprirò poi, chiaccherando nella fila per il gabinetto, che H sta per Half…. beata ignoranza…), quindi… almeno 1700 iscritti alla mezza? Mica pochi….

La partenza è la stessa per la mezza maratona e per la maratona…. La prossima gara, il 22 giugno, sarà la Ultra Trail delle Tre Cime, ben 50km… la mezza come allenamento mi va benissimo…

Due ragazzi, all’interno del bus-navetta, distribuiscono dei gagliardetti di colore arancione…. “.. for the Tibet!”… ok, mettiamolo in bella mostra sulla canottiera gialla… se poi passo davanti ai negozi cinesi (sempre se ho ancora fiato) urlerò un bel “FREE TIBET!“, tanto per romper un pò le balle….


Dopo una ventina di minuti raggiungiamo la partenza…. azzo… c’è veramente tanta gente….. non pensavo…. fila per il bagno, qualche biscotto, qualche sorso d’acqua dai gazebo, riscaldamento… e arrivano le 20.30….

Sui pettorali di buona parte dei concorrenti è stampato il cognome, l’iniziale del nome e la nazionalità: sul mio non c’è stampato nulla… mi sono iscritto tardi… peccato! Avrebbe fatto bella figura nella collezione di pettorali! :-)

Imposto il Virtual Trainer del Garmin: 1:30:00…. riuscirò a fare il mio personale? Il percorso è dritto… non fa caldo… condizioni ideali….

3…. 2….. 1…. PARTENZA!

… cioè, quelli che stanno davanti partono…. io sono troppo indietro…. a passetti piccoli il gruppo inizia a muoversi…. mi sono messo troppo indietro! Che cazzata…. inizia un lento e costante sorpasso…. ma sorpassare, lungo i margini della strada (con il rischio di finire in laguna…), non è il massimo e si sprecano energie…. che idiota…

I primi km sono una rottura di scatole: non riesco a prendere il ritmo se non in brevi tratti…. per poi rallentare e cercare di sorpassare senza farsi male…. questo per, almeno, i primi 7 km…. anche se il sorpasso sarà continuo fino alla fine della gara.

Dopo il 10 km riesco a trovare il mio ritmo… ma i tempi non sono quelli che vorrei… provo ad aumentare…. ma arriva, a sorpresa, un dolorino fastidioso alla milza... rallento e cerco di controllare la respirazione (utile, il corso di apnea…). Il fastidio passa e, un pò alla volta, aumento il ritmo della corsa.

Il percorso è pianeggiante e si va veloce…. bello! Farlo di giorno sarebbe stato un calvario…. sotto il sole… ma di notte… bello, veramente!!!

.. la traccia GPS della mezza maratona di Jesolo ..

Il Virtual Trainer mi dà un costante distacco di 500 metri: non riesco mica a beccarlo quel bastarlo di ometto presente sul display del GPS… mi chiedo quanto abbia influenzato la partenza a rilento ed i vari stop e sorpassa… credo non poco…. ma anche questa è esperienza!

I km passano e il traguardo dei 21K si avvicina…. mentre il traguardo del 1:30:00 si allontana…..

A circa 500 metri dalla linea di arrivo, dopo aver fatto l’ennesimo sorpasso, un atleta cerca di sorpassarmi a sua volta… scatta l’agonismo… non esiste che qualcuno mi superi all’arrivo…. inizia una vera e propria gara di cui il pubblico si accorge.. iniziano gli applausi e gli incitamenti…. bello, bellissimo…. fanculo l’ora e trenta… fanculo il personale… la linea devo attraversarla prima io…. il cuore va a mille…. passo per primo il traguardo, per pochissimo….

Stretta di mano con l’altro atleta… un bel momento che vale tutti i 21 km di questa bella Night Marathon di Jesolo.

All’arrivo consueta consegna del chip e ritiro della medaglia (bella grossa.. che da più soddisfazione…). Nonostante il super-scatto finale non ho particolari cedimenti (non come quelli dell’ultima maratona… per fortuna).. vado a rifocillarmi ai ristori… anguria, fantastico!

Raggiungo Elena (dilaniata dalle zanzarone giganti di Jesolo… ) : sul cellulare sono arrivati due messaggi inviati in automatico dall’organizzazione:

“DAVIDE, il tuo tempo all’intermedio dei 10000 è 44.54. Buona continuazione!”

“Congratulazioni DAVIDE, hai concluso la NightMarathon 2008 con dempo di 1.34.21. Arrivederci al prossimo anno!”

E’ la prima volta che mi arrivano i tempi via sms… bel sistema!

Dopo una bella doccia calda fornita dall’organizzazione, la serata procede con una bella pizza e un lento ritorno a casa… dura, tornare alle 2.00…

Altro, che dire? Bella manifestazione, ottima organizzazione, bella giornata e bella compagnia (zanzaroni atomici a parte..)… purtroppo non sono riuscito a fare sto benedetto 01.30.00, sarà per la prossima volta…


.. prima .. e dopo !

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